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Tutto alla rovescia

Aldo Giorgio Salvatori, "Naufragio nel contromondo": una analisi lucida e amara

19 apr 2022


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Ebbene sì: il mondo alla rovescia è qui e ora. Per chi non se ne fosse accorto, ne offre dimostrazione puntuale l’ultimo libro del giornalista, già volto televisivo del Tg2, Aldo Giorgio Salvatori, intitolato “Naufragio nel Contromondo” (ed. SOLFANELLI, 2022) che sarà presentato domani 20 aprile alle 18.30 presso la libreria Horafelix(via Reggio Emilia 47, Roma).

L’autore ha raccolto una serie di “perle” comparse sulla stampa nel 2021. Notizie che vanno dalle accuse di razzismo a Mozart, alle più clamorose follie dirittiste , fino alle uscite dei famosi "intellettuali con terza media" divenuti punti di riferimento del pensiero unico, anzi dell'emozione unica , visto che non si può nemmeno più parlare di "pensiero". Per fortuna, queste angosciose scempiaggini sono punteggiate da alcuni editoriali illuminanti e ossigenanti.

Dal mare putrido del Contromondo emerge, come un’isola variopinta, la rappresentazione spietata del Carnevale dei folli in cui siamo tutti immersi e di cui solo pochi avvertono rischi e conseguenze.

La riflessione di Salvatori è chiara: “ Il regalo più scomodo che la modernità ci ha consegnato è l’incertezza come unica certezza della nostra vita e la sensazione che ogni altro componente della società “liquida” in cui viviamo sia un reale o potenziale antagonista da cui guardarsi. È la fine del sentimento di appartenenza a una comunità e la nascita dell’individualità esasperata”.

Del resto, non possiamo non ammettere che, oggi, i doveri siano diventati fluidi, i desideri spacciati come diritti individuali indiscutibili. Le riforme sociali e culturali cedono il passo a eccessi e stravaganze coagulate intorno a personaggi controversi, ma in grado di condizionare l’opinione pubblica, mentre il più crasso conformismo viene smerciato come “ribellione”.

È questo il Contromondo osservato da Salvatori, uno spettatore che si sente naufrago nella propria terra e tra i propri simili. Un naufrago che stenta a riconoscerli perché non obbediscono più al buon senso e ripudiano quasi tutti i valori cardinali rispettati dai nostri antenati”.

Continua l’autore: “Questa deriva è particolarmente forte e veloce nel nostro Paese. La vigorosa comunione di intenti che si avvertiva intorno al focolare domestico, nelle incombenze dettate dal mutare delle stagioni, o nelle drammatiche emergenze causate da disastri naturali o bellici, sembra ormai sbiadita di fronte al dilagare di nuovi poli di aggregazione emotiva e sentimentale”.