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Vaticano

Monsignor Gaenswein in Codice Ratzinger: c'è un papa legittimo e uno illegittimo. Il vero significato di "papa emerito"

22 dic 2021

Semplicemente straordinario. Mentre Netflix e la tv sparano furiose cannonate propagandistiche per coprire l’antipapato di Bergoglio in affondamento, si avvicina Natale e tutto si svela (per chi crede) sotto i raggi della “Luce del Mondo”.

Oggi siamo in grado di interpretare correttamente un misterioso discorso (affidato, all'epoca, opportunamente, all’agenzia cattolica Acistampa QUI) pronunciato da Mons. Gänswein il 21 maggio 2016. Il segretario del papa presentava un libro su Benedetto XVI di don Roberto Regoli il quale giustamente si chiedeva QUIcome mai non fosse stata prevista una normativa canonica per regolamentare l'istituzione del Papa emerito : “ È una lacuna di non poco conto, soprattutto quando dalla teoria della dottrina canonistica si è passati a un caso concreto.Non riesco a trovare ragioni per una tale omissione , che sarebbe da colmare”.

Vi chiariremo anche questo, se avrete la pazienza di seguirci.

Ma torniamo a bomba: l'avv. Estefania Acosta ci manda il commento dello stesso Gaenswein QUIsul suo discorso di presentazione: “ Quando le fonti sono accessibiliL'INTERO MOSAICO diventerà sempre più CHIARO. PER ADESSO CI SONO DIVERSI PEZZI DEL MOSAICO che si possono vedere IN UN MODO O NELL'ALTRO”.

Ed è esattamente quello che ripetiamo da diversi mesi, l’uso di anfibolie nel "Codice Ratzinger",QUI cioè frasi che possono essere interpretate in un senso o in un altro e che compongono un MOSAICO , appunto, un puzzle che stiamo ricostruendo.

Eppure, il discorso di presentazione fatto da Mons. Gaenswein, con un chiarissimo intervento di Benedetto XVI, non è molto ambiguo, anzi, è fin troppo esplicito.

Si parla inequivocabilmente di due schieramenti: da un lato, quello della Mafia di San Gallo , che, come ricorda Gaenswein sfruttando la gaffe del 2015 del card. Danneels QUI, era quello che spingeva Bergoglio e, dall’altro, quello delSale della terra (pro-Ratzinger).

Lo stesso Gaenswein li individua CLAMOROSAMENTE: "Benedetto XVI eletto dopo solo quattro scrutini a seguito di una drammatica lotta tra il cosiddetto “Partito del sale della terra” (“Salt of Earth Party”) intorno ai cardinali López Trujíllo, Ruini, Herranz, Rouco Varela o Medina e il cosiddetto “Gruppo di San Gallo” intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini o Murphy-O’Connor; gruppo che, di recente, lo stesso cardinal Danneels di Bruxelles in modo divertito ha definito come “una specie di mafia-club”. L’elezione era certamente l’esito anche di unoscontro , la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a “una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie” (Mafia)aveva contrapposto un’altra misura: “il Figlio di Dio e vero uomo” come “la misura del vero umanesimo”. (Sale della terra) Più chiaro di così...

Mons. Gaenswein afferma che per Benedetto XVI la decisione di essere papa è stata IRREVOCABILE. “ _Trentacinque anni dopo eglinon ha abbandonato l’ufficio di Pietro – cosa che gli sarebbe stata del tutto impossibile a seguito della sua accettazione IRREVOCABILE dell’ufficio nell’aprile 2005”. _

Come vedete c’è un’incoerenza, a volerla interpretare in modo politicamente corretto: la sua accettazione dell’ufficio non era irrevocabile per il diritto canonico, dato che c’è l’art. 332.2 che prevede proprio una rinuncia , ma era irrevocabile perché Ratzinger aveva deciso così per se stesso.

C’è infatti grande enfasi sulla svolta storica di Benedetto, definita “di portata millenaria ”. Ma dove sarebbe questa portata millenaria in un papa che, “troppo anziano, è andato in pensione”? Mah?

Ce lo spiega Gaenswein in modo INEQUIVOCABILE dicendo: “ Come ai tempi di Pietro, anche oggi la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica continua ad avereun unico Papa legittimo. E tuttavia, da tre anni a questa parte, viviamo con due successori di Pietro viventi tra noi – che non sono in rapporto concorrenziale fra loro, e tuttavia entrambi con una presenza straordinaria”.

Che vuol dire? C’è un solo papa legittimo ... ma ci sono due papi. Uhm… Com’è possibile? Ovvio, lo capirebbe anche un bambino: C'E' UN PAPA LEGITTIMO E UN PAPA ILLEGITTIMO! Non sono in concorrenza perché uno è papa e l’altro no.

E il segretario rincara la dose: “Dall’elezione del suo successore Francesco il 13 marzo 2013 non vi sono dunque due papi, ma de factoun ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo”. Non vi SONO due papi, cioè uno solo E’ il papa. C’è un MEMBRO che FA il papa senza esserlo (Bergoglio) e uno che lo E’ ed è il solo legittimo papa. Per questo usa la parola indistinta “membro” e usa perfettamente gli ausiliari. Ecco spiegato il mistero del ministero allargato. Non è una questione canonica, ma storico-teologica-escatologica.

Può usare il termine “successore” perché formalmente Francesco è il successore di Benedetto, ma non è un papa legittimo, è un antipapa non dichiarato (ancora), un membro di questo ministero allargato con papa legittimo e papa illegittimo.

C’è poi un clamoroso “aiutino” canonico di Gaenswein-Ratzinger: “ La parola chiave di quella Declaratio è munus petrinum, tradotto – come accade il più delle volte – con “ministero petrino”. E tuttavia, munus, in latino, HA UNA MOLTEPLICITÀ DI SIGNIFICATI: può voler dire servizio, compito, guida o dono, persino prodigio”. Si fa riferimento proprio al fatto che il munus , che è stato tradotto con la parola ministero (così come anche ** ministerium) èla chiave per capire la sua sede impedita. Come abbiamo già scritto ieri QUI, se munus può avere vari significati, tra cui quello di dono, incarico, titolo, e non solo di esercizio pratico, il ministerium è usato nel diritto canonico SOLO come esercizio pratico. Quindi distinguendo i due enti, Ratzinger ha escluso ogni sinonimia e ha rinunciato solo all’esercizio pratico, non al titolo, ergo si è autoesiliato in sede impedita**. Non ci sono santi.

Incredibile come prosegue Gaenswein: “ Egli ha invece integrato l’ufficio personale con una dimensione collegiale e sinodale, quasi un ministero in comune, secondo il suo motto: “cooperatores veritatis”, che significa appunto “cooperatori della verità”. Infatti è tratto dalla Terza Lettera di Giovanni, nella quale al versetto 8 è scritto: “Noi dobbiamo accogliere queste persone per diventare cooperatori della verità”.

Qui si capisce, oltre all’affabile gentilezza che Ratzinger riserva a Bergoglio, tutto il gigantesco, millenario disegno escatologico di cui Benedetto XVI è protagonista: Ilsuo" ministero allargato è in comune con l’antipapa usurpatore, con il papa illegittimo, e Benedetto lo accoglie perché anche Bergoglio ha un ruolo (inconsapevole) nel cooperare alla verità. Così come Giuda, potremmo dire, è stato compartecipe del sacrificio di Cristo.

Si aggiunge, infatti, in merito alla scelta: “Dio poteva, perciò la fece”. Benedetto si è sacrificato come il Salvatore, ha sacrificato il suo potere “per non anteporre nulla a Cristo”.

Solo infatti dalla rivelazione di questa clamorosa realtà, solo dal crollo dell’impostura di quella dittatura del relativismo di cui sopra, si affermerà la verità di Gesù.

Ed eccoil mondo nuovo che apre papa Benedetto: quando dice di trovarsi alla fine del vecchio mondo e all’inizio del nuovo. Una nuova era in cui si affermerà la verità di Cristo contro l’impostura anticristica.

Ecco perché, si chiede Mons Gaenswein: "Ma è già il momento per fare un bilancio del pontificato di Benedetto XVI? In generale, nella storia della Chiesa, soloex post i papi possono essere giudicati e inquadrati correttamente."

Vale a dire: la partita non è finita. Piano col giudicare il pontificato di Benedetto XVI senza aver prima “capito”).

Vi gira la testa? Ne siamo consapevoli.

Prima di lasciarvi, vi diciamo quale è IL VERO SENSO DI “PAPA EMERITO ”, come abbiamo capito grazie a un input del latinista Gianluca Arca.

Emerito non va inteso in senso giuridico, come “vescovo a riposo”. Sia perché lo status canonico non esiste, come sottolineato da don Regoli, sia perché è un ossimoro: il papa non potrebbe mai essere emerito, come già affermato dai canonisti Boni, Fantappié, Margiotta-Broglio etc.

L’aggettivo va inteso per forza come letterario-storico-qualificativo, nel senso etimologico originario, cioè di meritevole da “ emereo ”: qualcuno chemantiene una carica o un titolo perché ne ha diritto anche se non è attivo dato che, in questo caso, è stato privato del suo potere e costretto alla sede impedita.

Siccome l’antipapa non è stato dichiarato, dato che Benedetto si trova “nelle sue mani”, egli E’ per forza il PRIMO PAPA EMERITO DELLA STORIA ovvero il papa che resta tale per diritto acquisito anche se privo del ministerium in quanto impedito. Anche stavolta, Benedetto non ha MENTITO. Siamo NOI che non abbiamo capito per otto anni. Così come non mente in questa meravigliosa risposta al giornalista Seewald in “Ultime conversazioni”:

Domanda “Anche un papa emerito ha paura della morte?”

Ratzinger: “ Per certi versi sì. In primo luogo c’è il timore di esser di peso agli altri a causa diUNA LUNGA INVALIDITÀ”. L’invalidità non è quella sua, ma “per un altro verso” è l’invalidità di Bergoglio come papa.

Questa è sottile: vedrete, i bergogliani ci si attaccheranno come naufraghi su un pezzo di legno e parleranno di “complottismo”, state pronti. Ma è Natale e facciamo un regalino anche a loro.