Papa francesco illegittimo codice ratzinger ganswein rovina festa pro bergoglio

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Vaticano

Il Codice Ratzinger nel libro di Gänswein rovina la festa ai pro Bergoglio: Benedetto XVI è in sede impedita, Francesco papa illegittimo

30 gen 2022

Nel libro appena pubblicato “Testimoniare la verità” (Ares), di Mons. Georg Gaenswein, alcuni hanno voluto ravvisare affermazioni definitive sul fatto che il vero papa sia Bergoglio. Ci dispiace fare i guastafeste, ma, dopo pochi minuti di analisi del testo, le stesse affermazioni si sono rivelate come alcuni fra i più clamorosi e raffinati Codici Ratzinger fino ad oggi individuati che parlano, per l’ennesima volta, proprio di sede impedita per Benedetto XVI e di conseguenteillegittimità per Bergoglio. Troverete tutta l’inchiesta QUIin fondo.

Nel sistema di comunicazione sottilmente logico del vero papa Benedetto XVI che abbiamo descritto QUI, NULLA È MAI COME SEMBRA. Attenzione, appena vedete parole, espressioni e costruzioni di frasi insolite, drizzate le antenne: lì c’è sicuramente annidata un’altra lettura, logica o anfibologica (con due significati), sottile, candida e spesso amabilmente umoristica, che racconta tutt’altra storia.

Cominciamo col dire che, ovunque nel libro, laddove si parla di dimissioni, e di “rinuncia al ministero” non si specifica se si tratta di dimissioni dal ministero-ministerium , o dal ministero-munus. Per chi si fosse perso qualche puntata, la rinuncia di Benedetto XVI è stata infatti liberissima, volontaria e valida (in quanto fattuale) al ministero-ministerium , l’esercizio del potere pratico, NON AL TITOLO PAPALE, di origine divina: il munus. Quindi, questa rinuncia al solo potere pratico ha portato Benedetto non all’abdicazione, ma alla sede impedita (canone 412) uno status canonico che lo fa rimanere l’unico vero papa. Ergo, Francesco è un papa illegittimo, un antipapa, per quanto non ancora “ufficializzato”: siccome il vero papa è auto-imprigionato in Vaticano, pertanto non può apertamente dichiarare l’avversario antipapa. Tutto il “Piano B” antiusurpazione, elaborato fin dal 1983 QUIsi basa ESATTAMENTE sul fatto che sia munus che ministerium in italiano vengono tradotti con la parola “ministero”. Un’ambiguità in cui sono cascati i cardinali della Mafia di San Gallo* che volevano far abdicare papa Ratzinger e che invece si sono ritrovati “antipapati” e scismati.

Ecco perché, come leggerete in questo articolo QUI, Mons. Gaenswein spiegava, nel 2016, che ci sono “due successori di San Pietro viventi”, ma “solo uno è legittimo”. C’è poi un “membro contemplativo e un attivo, in una sorta di ministero allargato ”: deduciamo che in questa specie di papato allargato c’è un papa legittimo (Benedetto XVI) contemplativo e uno illegittimo (Bergoglio) che invece è attivo. Per questo Benedetto non è solo “papa”, ma “papa emerito ”: come abbiamo compreso, dato che non esiste giurisprudenza per il papato emerito, l’aggettivo viene da emereo , cioè l’unico che fra i due “ha il diritto” di essere papa , colui che “lo merita”. Emerito è la qualifica che serve a distinguere il vero papa da quello falso.

E ora veniamo al passo che ha così ingolosito i bergogliani. Ve lo riportiamo tale e quale e poi vi illustreremo la raffinatissima costruzione tipica da Codice Ratzinger.

Giornalista Paul Badde: Conosco diversi cardinali che ancora si arrabbiano quando si parla con loro del fatto che attualmente la Chiesa ha due successori viventi di san Pietro. Lei però ha parlato recentemente di un’estensione del ministero petrino, anche di un potenziamento, che papa Benedetto avrebbe introdotto con il suo passo. Potrebbe spiegare la cosa un po’ più dettagliatamente?

Mons. Gaenswein: Sì, Lei si riferisce a una presentazione di un libro del professor Roberto Regoli, nel quale si fa un primo bilancio del pontificato. È professore all’Università Gregoriana, dove il libro fu presentato. Io ero una delle due persone che hanno presentato il libro e, sì, ho parlato di un pontificato potenziato. Per dirla in modo chiaro – poiché da molte reazioni ho dedotto che mi sono state attribuite cose che non ho detto: ovviamente papa Francesco è il legittimo Papa, legittimamente eletto. Chi parla di due Papi, uno legittimo e uno illegittimo, di conseguenza sbaglia. Quel che ho detto in realtà – e che anche Benedetto dice – è che egli continua a essere presente nel «Recinto di san Pietro» (cioè nel Distretto Vaticano) con la preghiera e il sacrificio, ciò che porta frutti spirituali al suo successore e alla Chiesa. Questo è ciò che ho detto. Da tre anni abbiamo due Papi viventi e sottolineo che la realtà che percepisco collima con ciò che ho detto.

Badde : Dunque ho capito bene che è rimasto tuttora in carica, ma unicamente in un ruolo contemplativo, senza potere di decisione? È questo che stiamo vivendo, con una parte attiva e una contemplativa, che insieme formano un’estensione del «Munus Petrinum»?

Mons. Gaenswein: Questo è ciò che ho detto. Per essere ancora più precisi: è chiarissimo che papa Francesco detiene la plena potestas, la plenitudo potestatis (i pieni poteri). Egli è colui che detiene la successione di Pietro. E come già dissi – qui non ci sono problemi. Non si tratta di un braccio di ferro o di rivalità. Se si applica buonsenso, fede e un po’ di teologia, la cosa dovrebbe essere chiara.

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