La radice gnostica della diffusa ALLERGIA AL DIRITTO CANONICO, quindi al Logos, quindi a Cristo

Cari amici, una delle scoperte più raccapriccianti di questi sei anni di lavoro per Papa Benedetto è stato lo scoprire che è venuta meno una capacità di ragionamento logico e di rapporto con la realtà. Ne abbiamo già parlato: è venuto meno proprio il principio di realtà. Questa è una cosa sconvolgente perché vuol dire che sei isolato; cioè parli una lingua che gli altri non sono in grado di comprendere e quindi è inutile che tenti di spiegarti.

Fai vedere alla gente: "Guarda, qui c'è scritto commissum". Papa Benedetto dice commissum, è un'altra parola. Sai, in latino basta cambiare una desinenza, una sillaba eccetera, cambia completamente il senso della frase. Allora ci sono due latinisti importanti che hanno tradotto la Declaratio. Abbiamo chiesto al cardinale Bertone se era stato lui a modificare il testo; monsignor Gaenswein ha detto che ci sono state correzioni giuridiche, correzioni ortografiche eccetera. Abbiamo fatto un esposto, una petizione... cioè tu fai vedere queste cose e "i cucuparrau pari caparrauuddu", dicono in Calabria. E con chi ho parlato? Sembra che ha parlato lo zio. Nessuno... cioè sembra che non abbia parlato nessuno, sembra che non si sia detto niente.

Questa è una scoperta sconvolgente perché in un ambito dove il Logos dovrebbe essere il padrone, cioè quello dell'intellighenzia cattolica, vedi invece che non c'è la minima capacità di ragionamento. Non c'è la volontà di scoprire la verità attraverso il ragionamento logico, ma contano solo le proprie percezioni, solo la propria idea, purché suoni bene.

E qui devo ringraziare Martin perché ha avuto un'intuizione interessante, che ha poi approfondito anche grazie a una ricerca fatta con i potenti mezzi messi a disposizione oggi dalla tecnologia. Allora lui dice: "L'allergia al Logos degli gnostici". Del resto, se Logos uguale Cristo, per loro il Logos è uguale al Demiurgo, cioè il Dio cattivo. Loro non possono appellarsi al Logos per il proprio parlare e le proprie conclusioni. Per loro, per gli gnostici, ognuno è il Logos a sé. La parola creatrice è costituita da loro stessi e riconoscere l'autorità di un altro Logos appellandosi ad esso è da evitare in modo assoluto.

E quindi c'è una sola retorica improntata al pathos, una forma di razionalizzazione ma priva del principio di non contraddizione, però che suona bene. E quindi Martin ha fatto una ricerca storica e ha notato che è antichissima questa contestazione verso gli gnostici, cioè quella di non utilizzare il Logos, dimenticarsi del Logos per preferire i propri sentimenti interiori.

Infatti, uno dei primi che critica direttamente gli gnostici è Plotino. Il filosofo Plotino, nelle Enneadi, nel capitolo 9 "Contro gli gnostici", critica esplicitamente il carattere antirazionale e retorico-emotivo degli gnostici del suo tempo. Li accusa di produrre discorsi affascinanti ma privi di struttura logica, di moltiplicare entità senza necessità, di usare il pathos dell'elezione al posto dell'argomentazione. È la critica più antica e precisa al modello che viene descritto. Quindi Plotino è il primo che ravvisa negli gnostici questa assoluta incapacità di proporre discorsi ancorati a una struttura logica, ma conta solo l'elezione: "Quello che dico io è legge perché lo sento io, perché io sono un eletto, perché io sono uno pneumatico", eccetera.

Poi c'è Sant'Ireneo di Lione, naturalmente, grande nemico degli gnostici, che nel testo Adversus Haereses (nel 180 d.C.) documenta sistematicamente come le scuole valentiniane e settiane costruissero un sistema non falsificabile dove ogni critica razionale viene riassorbita come segno di mancanza di pneuma. La struttura argomentativa è già quella che viene descritta: la retorica dell'elezione come schermo contro il Logos. Cioè, tu provi a fare un'obiezione razionale e vieni denigrato perché sei un essere inferiore, sei uno "psichico" se ti va bene, oppure sei un "ilico".

Poi c'è Hans Jonas (1958), che nel volume sullo gnosticismo si occupa del rapporto tra Demiurgo e Logos nelle scuole settiane ed ebionite. Jonas mostra come la degradazione del Logos sia strutturalmente connessa alla degradazione del mondo ordinato dal Demiurgo; cioè il Demiurgo ha ordinato il mondo secondo il Logos, e quindi io devo rifiutare il Logos perché è uno strumento, una via del Demiurgo che è cattivo.

Poi ricordiamo Eric Voegelin: nel '52 scrive La nuova scienza della politica e poi anche Scienza politica e gnosticismo. Voegelin analizza questa eresia come patologia della ragione politica. Lo gnostico si sottrae alla verifica razionale costruendo un sistema chiuso in cui l'élite pneumatica è per definizione al di sopra del giudizio ordinario. La sua critica al linguaggio gnostico come linguaggio performativamente chiuso è molto pertinente.

In sostanza, in diverse scuole gnostiche tardo-antiche, soprattutto in certi filoni settiani o ofiti, il Logos viene degradato o direttamente identificato con il piano demiurgico. È una delle emanazioni inferiori, talvolta addirittura lo strumento con cui il Demiurgo imprigiona le scintille pneumatiche nella materia attraverso il linguaggio articolato, la struttura, la ragione ordinatrice. Il Logos come principio di distinzione e struttura diventa in questa lettura sinonimo di limite ontologico. La conseguenza pratica è che chi ha interiorizzato questa impostazione non può appellarsi al Logos come strumento di verità senza contraddirsi dottrinalmente.

Ecco, questo ormai è diventata una cifra comune, è diventata prassi ubiquitaria: dovunque c'è solamente l'incapacità di entrare in relazione con argomentazioni logiche, anche e soprattutto se ben spiegate. Cioè, tanto più sono ben spiegate, tanto più si oppone un rifiuto pregiudiziale ed emotivo. Forse per il rischio di non passare per sempliciotti: nel momento in cui tu le cose le spieghi "con i pupazzetti" all'intellettualone catto-conservatore di turno, quello non può dire: "Ah sì, accidenti, effettivamente hai ragione", proprio perché gliel'hai spiegato con i disegnini. Cioè, tanto più lo spieghi in modo chiaro, evidente, logico, consequenziale (A + B + C + D eccetera), tanto più essi lo rifiutano perché è un ragionamento troppo semplicistico che va a scalfire la loro immagine di uomini pneumatici, di uomini spirituali.

E questo quindi ci rivela lo gnosticismo che alligna nel mondo cattolico anche in quegli ambiti dove ci si ritiene ortodossi, ci si ritiene conservatori. E la Chiesa, con la sua omertà, la sua superbia, la sua impermeabilità a rispondere alle obiezioni dei fedeli argomentate in modo logico ("dubbio primo, dubbio secondo, dubbio terzo"), non risponde; oppure fanno gli snob, oppure non ti calcolano, eccetera. Ecco, quindi questo gnosticismo è ubiquitario e onnipervasivo anche e soprattutto nel mondo cattolico. È terribile tutto ciò, e non dobbiamo stupirci del fatto che la Chiesa di oggi sia quella che sia.

Cos'è che può rimettere, far tornare in gioco il Logos? La questione della sede impedita di Benedetto XVI. Scusate, sono un po' ripetitivo, mi rendo conto di essere noioso, ma è esattamente questo: nel momento in cui li prendi per un orecchio e li inchiodi al diritto, all'illegittimità di Bergoglio, all'illegittimità di Leone XIV, nel momento in cui fai partire dei processi che non sono determinati dal pathos ma sono determinati dal Logos (perché il diritto è articolato sulla ragione, sulla logica, non sul sentimento). Cioè, non esiste che un avvocato, difendendo un imputato, dica: "Eh beh, le cose stanno così perché io sono un uomo spirituale e voi dovete accettare la mia visione del mondo perché io ho le locuzioni interiori, perché io parlo con la Madonna, sono un eletto e quindi voi dovete accettare per fede quello che vi dico". Non esiste! Le cose o tornano da un punto di vista giuridico oppure perdi la causa.

Ecco perché la via canonica è la via fondamentale. La via canonica è la via del Logos, e senza Logos non c'è Cristo. Senza via canonica non c'è Logos e non c'è Cristo. Capite? E infatti voi seguite un criptognostico, voi "gran prelatizi" seguite un criptognostico come Leone di Maria che dice: "Io sono l'eletto, io sono stato il pollicino scelto violentemente dalla Madonna, io parlo con Gesù bambino, con gli angeli custodi, con San Giuseppe... voi dovete fare quello che vi dico sennò siete scismatici, sennò siete con la chiesa di Satana". Questa è gnosi allo stato puro.

E infatti, tipico della gnosi della Cabala è l'abitudine di realizzare forzatamente le profezie. "Io sono un eletto, io sono uno pneumatico, io sono un uomo spirituale, io sono un ponte fra la terra e il cielo, io parlo col divino, il divino mi ha detto che voi mi dovete obbedienza e solo io sono il Salvatore". Solo noi... e qui c'è questo elitarismo tipico degli gnostici: "Solo noi siamo gli eletti, solo con noi prosegue la Chiesa cattolica, il papato", eccetera.

Ma questo atteggiamento criptognostico (ma neanche tanto "cripto", direi) lo riscontriamo anche in intellettuali come il dottor Casalini. Dottor Casalini, gli cominci a parlare di illegittimità di Bergoglio: "Ah no, noi questo tema non lo trattiamo". Gli cominci a parlare di illegittimità dei sacramenti in unione con Leone o con Francesco: "Ah no, noi questo tema non lo trattiamo". Ma si chiama blog "Messa in latino"... ma la messa con chi è celebrata? È celebrata in unione con il Papa. Allora stiamo parlando del Papa; se il Papa è legittimo o illegittimo... no, non si può toccare l'argomento perché lui vive tra le nuvole azzurre del suo sigaro in vetus ordo e quindi è intoccabile.

Così un altro super criptognostico è Aldo Maria Valli, no? Che gli fai vedere le cose, ti proponi anche gentilmente all'inizio col cappello in mano: "Scusa, confrontiamoci, guarda Benedetto XVI ha scritto questo, ha scritto quest'altro... sono il primo Papa a dimettersi dopo mille anni...". No, non ti prende in considerazione. Codice Ratzinger sono tutte fumisterie eccetera. Un altro criptognostico è Viganò: lui stesso ammette che la rinuncia di Benedetto è nulla e invalida, gli fai vedere gli articoli 76 e 77 della Universi Dominici Gregis, non ti calcola neanche perché tutto deve ricondursi alla sua visione: "Quindi è tutta colpa del Concilio, Ratzinger eretico e modernista", però poi non fa niente per risolvere la situazione.

Quindi questo gnosticismo, questa mancanza di uscire dalla propria visione per confrontarsi con delle regole comuni di obiettività, di logica, di confronto con la realtà oggettiva è ormai endemico. È un'epidemia, è un'abitudine ormai completamente diffusa. Quel relativismo, diciamo, è la radice poi di quel relativismo morale di cui parlava anche Ratzinger, no? Forse Papa Ratzinger non ha parlato abbastanza di gnosticismo, forse non ha avuto il tempo di affondare il coltello in questa piaga, perché alla radice del relativismo morale c'è una forma di gnosi: "Io ho la visione del mondo quindi non mi confronto con la realtà oggettiva, la snobbo, non la considero perché questa visione del mondo piace a me e suona bene retoricamente, funziona, e quindi la realtà è quella che è". Non c'è un mettersi in contatto con una realtà oggettiva.

Ecco, per esempio oggi ho ricevuto l'email da una persona che voleva esprimermi un parere anche critico verso alcune mie posizioni. Ho detto: benissimo, ben volentieri, me le esprima e parliamo, perché anche io posso sbagliarmi. Quindi, siccome il terreno è quello della logica, quello dell'oggettività, se c'è un'obiezione che viene fatta ed è corretta, è mio interesse impadronirmi della verità perché so che la verità è fuori di me, non è dentro di me. La verità non è nella mia testa, la verità è fuori dalla mia testa. La mia testa serve per capire la verità che c'è fuori. Quindi, siccome la mia testa è limitata, posso anche sbagliarmi, posso anche non aver compreso certe cose.

Quindi io non ho nessuna difficoltà a riconoscere quando gli altri hanno ragione, anche se sono nemici. Anche se sono nemici. Per esempio Don Pompei ha fatto un breve intervento dicendo: "Attenzione perché ci sono delle persone che ti dicono 98 cose giuste e due sbagliate, e le 98 cose giuste te le dicono non per convincerti di quelle ma per portarti ad accettare le due sbagliate". La famosa goccia d'arsenico nel vasetto di marmellata, che era la tecnica di Bergoglio. E su questo Don Pompei ha detto bene, non ho nessun problema a riconoscerlo. La dottoressa Settesoldi, l'avvocato Setti, ha avuto dei meriti storici su tante cose... poi per altre questioni se n'è andata completamente per prati anche lei.

Ripeto, non ho alcuna difficoltà a riconoscere la verità ovunque essa sia, da qualunque parte provenga, anche da persone che sono completamente avulse dal mondo ecclesiastico, dal mondo cattolico: se dicono qualcosa di vero, quel qualcosa di vero va riconosciuto ed evidenziato. Più si fa incetta di verità, più verità si mette nel carniere, meglio è. Quindi ringrazio il contributo di Martin.

Attenzione a quelli che non ragionano, a quelli che non sanno uscire dalla loro ottica per confrontarsi con le cose oggettive. E la cartina al tornasole di questo atteggiamento gnostico o criptognostico è proprio l'allergia, l'allergia al diritto canonico. L'allergia al diritto canonico vuol dire essere allergici a qualcosa che è al di fuori della tua visione. "Ecco perché io rifiuto il discorso canonico: perché se devo accettare un sistema di regole e queste regole non le ho fatte io, devo uscire da me stesso".

C'è un'enorme superbia diffusissima nel mondo dell'intelligenza cattolica. Pensiamo per esempio al professor Gnerre. Professor Gnerre che dice: "Beh, vedete, in molti mi hanno fatto dei commenti dicendomi che Bergoglio non era legittimo, ma il problema è un altro... il problema è che la crisi della Chiesa viene da molto prima". Gli fai vedere gli studi giuridici, le traduzioni: acqua su vetro. Acqua su vetro perché Gnerre è tutto compreso nel suo nimbo di professore di religione, quindi quello che dice lui è legge. La visione che ha lui è l'oggettività, ed è totalmente incapace di mettersi in relazione con qualcosa che sia al di fuori della sua visione, che sia però oggettivo come il diritto canonico.

Quindi: allergia al diritto canonico uguale allergia al Logos, uguale allergia a Cristo. Chi rifiuta la via canonica, rifiuta Cristo. Bene, grazie a tutti voi che firmate le petizioni, grazie a quei pochi — pochissimi — che ci sostengono, sono comunque generosi. Un abbraccio a voi tutti.

di Andrea Cionci

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L'ESPOSTO DA COMPILARE PER VILIPENDIO ALL'INNO NAZIONALE. GRAZIE AVV. MINUTILLO E M° CHIARAMIDA!
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