Inconcepibile Museo a Patton: SUCCESSO DELLA PETIZIONE. La risposta del sindaco di Gela

Cari amici, vi ricordate la petizione "Opporsi al Museo George Patton a Gela"? La propose alla metà di marzo al comandante Massimo Lucioli, stimato ricercatore storico, autore di libri come "La Ciociara e le altre" e "1945 Germania anno zero".

Perché gli proposi questa petizione, che lui poi ha pubblicato su change.org? Perché lui stesso aveva pubblicato sui social un post sdegnato: com'è possibile intitolare un museo al generale americano sotto il cui comando avvennero diversi efferati crimini di guerra? Infatti furono tante le fucilazioni di prigionieri italiani, e anche tedeschi, che si erano arresi, e ci furono diversi ammazzamenti di civili, addirittura alcuni passati per le armi in quanto scambiati per fascisti perché indossavano la camicia nera. Indossavano la camicia nera perché vivevano il lutto: come spesso si usa nel meridione, quando c'è un periodo di lutto ci si veste di nero. Insomma, gli americani sparavano a tutti quelli vestiti di nero. Ma voglio dire, anche se fossero stati fascisti, non è che si può uccidere un civile così gratuitamente.

Del resto, testimonianze attendibili riportano che Patton avesse fatto diffondere sulle navi, nelle ore immediatamente precedenti allo sbarco, questo messaggio: "Se si arrendono quando tu sei a 2-300 metri da loro, non badare alle mani alzate; mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano. Nessun prigioniero. È finito il momento di giocare, è ora di uccidere. Io voglio una divisione di killer perché i killer sono immortali". Bene, questo invito è stato preso alla lettera da diversi militari statunitensi che hanno compiuto questi crimini di cui Patton è stato informato, crimini che poi sono rimasti impuniti.

Quindi, diciamo per così dire, l'idea di intitolare un museo dello sbarco a Patton col titolo "Gela 1943: da qui è iniziata la libertà" è forse un tantino fuori luogo. Queste idee vengono promosse da gente che non conosce la storia, da gente che è vittima di una narrativa zuccherosa sulla liberazione, sui bravi e buoni liberatori, quando questa liberazione in realtà è stata una vera e propria invasione militare con tutti i danni connessi di un'invasione militare.

Ricordiamo gli stupri di massa delle truppe marocchine, truppe coloniali francesi; ricordiamo i bombardamenti a tappeto sulle città italiane, sui luoghi d'arte, sui monumenti completamente distrutti. Pensiamo all'Abbazia di Montecassino; addirittura le rovine di Pompei sono state bombatdate per esercitare una pressione psicologica sulla popolazione civile in modo che aiutasse a rovesciare il regime.

Ecco, ci sono persone che hanno detto no al "colesterolo" della narrativa chewing-gum, cioccolato e pane bianco; ecco tutti alimenti che fanno male non solo al corpo, ma fanno male anche all'anima, alla testa, a valori fondamentali come l'amor patrio. Ricordiamo per esempio i 7.000 caduti della divisione Livorno del Regio Esercito, esercito regolare, che si sono immolati per tentare di difendere il suolo nazionale dall'invasione e quindi per tentare di evitare poi tutti quei crimini che sono stati compiuti sul territorio nazionale. Sono morti in 7.000 in un solo giorno, l'11 luglio, e però questi non li ricorda nessuno. Erano soldati dell'esercito regolare, ribadisco.

E quindi questa petizione ha raccolto 2.010 firme e il sindaco di Gela, che ha ricevuto la petizione, ha risposto al comandante Lucioli. Vi leggo la lettera di risposta regolarmente protocollata, con oggetto: "Istanza di opposizione all'intitolazione del Museo dello Sbarco a George Patton".

"Gentile comandante Massimo Lucioli, gentili sottoscrittori" — quindi questa lettera è rivolta anche a voi che avete firmato, e ringrazio i miei 2.000 firmatari che hanno partecipato alla petizione — "con riferimento alla PEC in oggetto acquisita al protocollo generale dell'ente in data 8 aprile, si rappresenta quanto segue: l'amministrazione comunale intende precisare in modo chiaro e inequivocabile che non è stata adottata alcuna deliberazione né alcun atto formale di intitolazione del costituendo Museo dello Sbarco di Gela al generale Patton."

Questo lo sapevamo, era una proposta, quindi il sindaco ribadisce che non c'è nulla di definitivo.

"La proposta, attualmente in fase di elaborazione e presentazione, è finalizzata esclusivamente alla partecipazione a un avviso pubblico per l'ottenimento di un finanziamento destinato alla realizzazione di un museo dello sbarco nella città di Gela, con l'obiettivo di valorizzare un momento storico di rilevanza internazionale che ha interessato direttamente il nostro territorio. Pertanto, allo stato attuale non esiste alcuna intitolazione ufficiale né alcuna decisione in tal senso."

Benissimo, lo sapevamo. Però qui arriva il momento importante della lettera del sindaco:

"Qualora il Comune di Gela dovesse risultare beneficiario del finanziamento per la realizzazione del Museo dello Sbarco, l'amministrazione comunale si impegna sin d'ora a promuovere un percorso di confronto e partecipazione pubblica coinvolgendo il comandante Massimo Lucioli, i sottoscrittori dell'istanza" — quindi tutti noi — "e tutti i soggetti interessati al fine di condividere ogni eventuale decisione futura relativa alla denominazione del museo. L'amministrazione ritiene infatti fondamentale che un luogo di memoria e di cultura nasca nel segno della condivisione, del rispetto della sensibilità storica e del dialogo con la comunità. Confidando di aver fornito i necessari chiarimenti e rassicurazioni, si porgono cordiali saluti. Il sindaco Giuseppe Terenziano Di Stefano."

Una risposta molto equilibrata che sancisce il pieno successo della nostra petizione. Il museo a Patton in Italia? Magari nella prossima vita, in un'altra dimensione. Questo grazie a tutti voi che avete firmato questa petizione. Vedete che questo strumento serve, perché le amministrazioni tengono molto in considerazione l'opinione dei cittadini. Perché quando i cittadini — che di norma, soprattutto nel nostro paese, sono abbastanza atoni, sonnolenti e passivi — si attivano anche sottoscrivendo in modo digitale una petizione, vuol dire che c'è un sentimento, vuol dire che c'è un fermento.

Le amministrazioni non amano il chiasso, non amano problemi, non amano le proteste, soprattutto poi quando queste proteste arrivano sui giornali: perché "come tu, sindaco del paese tale del nostro partito, ti sei fatto contestare sulla stampa? Ci hai fatto perdere un sacco di voti, ti sei attirato un sacco di critiche". E quindi la tua carriera politica finisce. Questo è un po' il sistema, perché noi oggi viviamo — cari amici, questa cosa la dobbiamo capire bene — viviamo in un'epoca in cui ai posti di comando non ci vanno quelli più in gamba, non ci vanno i caratteri forti; ci vanno i mediatori, quelli che tengono tutto tranquillo, quelli che mantengono lo status quo, quelli che non danno problemi. Quindi un politico che crea un problema è un politico che termina la sua carriera. Questo in termini generali, non voglio riferirmi al sindaco Terenziano Di Stefano perché la sua risposta è stata decisamente equilibrata; questo era un caso un po' particolare.

Però vi dico in generale come funziona il sistema delle petizioni: le amministrazioni pubbliche temono il chiasso mediatico, temono lo scandalo, temono le proteste dei cittadini e le petizioni veicolano questo malcontento. Quindi è fondamentale che voi partecipiate a queste cose. E guardate che si ottengono un sacco di cose con le petizioni, chiedete a Pro Vita & Famiglia. Perché quando i cittadini si risvegliano con la petizione, questa è una cartina al tornasole di un malessere, di uno scontento. Quindi se i cittadini sono scontenti poi non ti votano; se i cittadini sono scontenti poi parlano male di te anche ad altri e quindi tu perdi i voti e quindi tu perdi il potere.

Io lo so che nella nostra battaglia queste petizioni raggiungono risultati limitati rispetto alle aspettative, ma ricordatevi anche che queste petizioni che noi depositiamo sono degli esposti, sono delle denunce. Non sono solamente l'espressione di un malcontento, sono degli atti ufficiali. Di questi fatti le persone che sono coinvolte dovranno rispondere un giorno nelle sedi opportune; ma se manca la denuncia, se manca l'esposto, il misfatto non è avvenuto. Quindi è fondamentale che voi partecipiate.

Ecco, mi rivolgo a coloro che mi seguono e che non firmano le petizioni. Allora, immagino che seguendo i miei podcast rimarrete sdegnati, arrabbiati da un sacco di situazioni che non vanno bene. Non penso che questi 48.400 che mi seguono si vedano i miei podcast così in modo assolutamente passivo; penso che ci sia una certa partecipazione anche emotiva, una certa rabbia, una certa preoccupazione, una certa angoscia di fronte a cose che io illustro ed esplicito. E allora perché non trasformate questa angoscia, questa preoccupazione, questa rabbia in qualcosa di positivo?

Dite: "Ma io devo pagare 500, 1.000 euro per partecipare a questa campagna di liberazione?". No, non serve pagare. Serve spendere 5 minuti del proprio tempo per capire come si firma una petizione. Ora, siccome tutte le piattaforme per le petizioni sono alla portata della più mediocre intelligenza proprio perché sono fatte apposta per raccogliere le firme, una volta che dedicate 5 minuti a imparare — vi fate spiegare da vostro figlio, da vostro nipote se non siete molto tecnologizzati, lo imparate una volta — e poi partecipate per salvare il vostro futuro, il vostro paese, il futuro dei vostri figli, la vostra sicurezza, eccetera.

Quindi io penso che sia un buon sistema per fare qualcosa senza dover investire chissà quali tempi, chissà quali energie, chissà quali denari. Grazie di cuore a tutti voi che avete firmato questa petizione contro il museo a Patton. È stato un bellissimo gesto di rispetto verso i morti, i nostri morti, i nostri caduti, verso le persone che sono state ingiustamente uccise. Quindi lo ritengo un bellissimo atto di coscienza verso il nostro paese.

Vi ricordo che in descrizione trovate sempre del materiale da firmare, sempre delle nuove petizioni. Vi ringrazio e vi saluto.

di Andrea Cionci

articolo citato: 
https://quotidianoweb.it/attualit…

Firma la petizione ️ INTERVENTO DEI SIGG.RI CARDINALI PER DIFENDERE I DIRITTI DELLA SEDE APOSTOLICA (ART. 3 UDG https://www.petizioni.com/petizio…

Firma la petizione ️ RICHIESTA DI CHIARIMENTI: PERCHE' MONS. GIANPIERO PALMIERI ESIBISCE OPERE DI RUPNIK? https://www.petizioni.com/richies…

Firma la petizione ️ DUBBI SULL’INTERPRETAZIONE DELLA DICHIARAZIONE FIDUCIA SUPPLICANS https://www.change.org/p/dubbi-su…-

Firma la petizione ️ Dubbi sull’interpretazione della Dichiarazione Fiducia Supplicans
https://www.change.org/p/dubbi-su…-

Firma la petizione ️ Opporsi al museo George Patton a Gela
https://www.change.org/p/opporsi-…

Firma la petizione ️ FAMIGLIA NEL BOSCO. RIPORTATE SUBITO I BAMBINI TREVALLION TRA LE BRACCIA DEI LORO GENITORI!
https://citizengo.org/it/fm/17729…

Firma la petizione ️ REMIGRAZIONE E RICONQUISTA: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GOVERNO DEI FLUSSI MIGRATORI, ISTITUZIONE DEL PROGRAMMA NAZIONALE DI REMIGRAZIONE E DI UN FONDO PER LA NATALITÀ ITALIANA
https://firmereferendum.giustizia…

L'ESPOSTO DA COMPILARE PER VILIPENDIO ALL'INNO NAZIONALE. GRAZIE AVV. MINUTILLO E M° CHIARAMIDA!
https://youtu.be/MqPQbH9FDpE

DOVE TROVARE I FILE DA COMPILARE (DRIVE)
https://drive.google.com/drive/fo…

convertire PDF:
https://www.ilovepdf.com/it/jpg_a…

ISTRUZIONI: COMPILARE LA PRIMA E L'ULTIMA PAGINA DEI JPG, UNIRE IN UNICO PDF tramite sito https://www.ilovepdf.com/it/jpg_a… , ALLEGARE COPIA DEL DOCUMENTO DI IDENTITA' E INVIARE TUTTO AD avv.minutillo@studiolegaleminutil… 

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Chi è in possesso della Firma Digitale può firmare digitalmente il documento e trasmetterlo via email.


Firma la petizione ️ PER L'INTRODUZIONE DELLA CAUSA DI CANONIZZAZIONE DI PAPA BENEDETTO XVI
https://www.openpetition.eu/it/pe…

Firma la petizione ️ A SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV: LA SUPPLICHIAMO DI DICHIARARE LA SEDE IMPEDITA DI BENEDETTO XVI E/O DI FAR APRIRE IL RELATIVO PROCESSO
https://www.petizioni.com/a_ss_pa…

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