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Voglio rispondere all'acidissimo post di Don Fernando Cornet sul canale “Il De Garda de Bingen”. In questo post Cornet mi attribuisce posizioni errate — segno che non mi ha seguito — con un tono così beffardo e screditante, ignorando il fatto che io ho documentato con studi canonici, prodotti da canonisti, quanto affermo; e così pensa di farmi passare come un mattacchione.
Dietro tutto ciò c'è anche una visione disperante, perché il fatto che Don Cornet si rifiuti di accettare l'idea che una parte della Chiesa sia rimasta sana e che abbia controllato la situazione — cosa peraltro prevista dalla prassi canonica, perché lo trovate anche su Google Overview che se il Papa va in sede impedita il comando lo prende la Segreteria di Stato — l'abbiamo già affrontato questo discorso. Allora, vi leggo: “Carissimi, sugli ultimi podcast dell'ineffabile, infallibile...” — mio nome non si può fare, eh — “...credo occorra un chiarimento. Non potendo più nascondersi dietro improbabili difese e spiegazioni sui comportamenti di Prevost come successore di Bergi, cose che queste che gridano anch'io sono antipapa, ora tenta di salvare le sue ipotesi affermando l'illegittimità dell'americano. In effetti Cionci uno: continua a riconoscere l'esistenza e l'agire della reggenza del reggente prima con Bergi e ora con Prevost”. Sì, assolutamente. “Due: continua a difendere la molto probabile eventualità del conclavetto a 25”. Sì, lo confermo.
Quindi, come vedete, non sto contraddicendomi, non sto tornando indietro sulle mie posizioni: sto semplicemente aggiustando il tiro su campi che non avevo esplorato. Perché questo è un metodo scientifico serio: una persona seria, anche se ha preso una cantonata, lo ammette e dice: “No, scusate, mi sono sbagliato, devo correggere il tiro”. Io, nella questione della legittimità di Leone XIV, eletto forse da un conclave ristretto, non avevo approfondito la questione. Poi ho approfondito grazie ai miei canonisti e ho capito qual è il meccanismo dolus plus metus che renderebbe anche questo ipotetico, per quanto verosimile, conclave a 25 illegittimo.
E da qui abbiamo capito un'altra cosa, un'ulteriore cosa che conferma ancora una volta la cosiddetta reggenza, cioè l'azione della Segreteria di Stato. Peraltro, diciamo, dal punto di vista della fede questa visione disperante di Don Cornet pone qualche dubbio sull'indefettibilità della Chiesa; perché se non c'è più nessuno là dentro di sano, allora ha ragione il grande prelato che quella è la Chiesa di Satana, è passata a Satana. Ma questo è un altro discorso.
Continuo a dire che Benedetto XVI non ha abdicato ma era in sede impedita, e che Bergi era antipapa ed era ben consapevole? Certo, non ho cambiato idea. “E adesso cosa cambia? I suoi studi canonici ora lo hanno convinto definitivamente che Prevost è illegittimo, quindi antipapa?”. No, veramente fin dal principio ho detto che non poteva essere considerato Papa e che la messa in unione con Leone era illecita: fin dall'inizio l'ho detto.
Continua: “La ragione fondamentale di tale convinzione non è nei 108 falsi cardinali in conclave 2025, neanche nei 133 — dodici in più — partecipanti al conclave 2025, nemmeno col cardinale col cellulare o nell'altro fuoriuscito anzitempo per salutare qualcuno. Nuove acquisizioni queste”. Beh, certo, se sono acquisizioni, come potevo conoscerle prima che venissero fuori? Quanto al fatto che Don Cornet neghi che io abbia affermato che Leone era antipapa per i 133 e per i 108, questo è smentito dai miei podcast del 27 maggio 2025: “Conclave di 133: troppo invalido per essere vero, va contro il tetto di 120 della Universi Dominici Gregis”. Quindi io da maggio 2025 avevo già detto che il conclave a 133 era nullo e invalido. Probabilmente l'avevo detto anche prima delle elezioni di Prevost, oppure lo avevo taciuto — non mi ricordo bene — lo avevo taciuto proprio perché quelli andassero a ficcarsi nel cul-de-sac di un conclave a 133. Perché se fossero entrati in 133, non solo avremmo avuto i 108 falsi cardinali, ma anche tredici in più. Ecco perché mi sono stato zitto, capite? Questo è usare la testa, questo è usare la testa, caro Don Cornet.
Nell'altro podcast del 10 luglio 2025 — ma l'avevo detto già da molto prima — ascoltate che cosa affermavo: “Ufficialmente, formalmente si sa che Leone è stato votato da tutti e 133 e quindi è platealmente un antipapa, ma proprio a mani basse. Non solo per i 108 falsi cardinali bergogliani, ma anche per quella cifra assurda dei 133 che vanno palesemente contro la Universi Dominici Gregis”. Ora, così come avveniva durante l'antipapato di Bergoglio, c'è sempre la possibilità di andare dai preti del nascondimento che non celebrano in unione, stavolta con Leone XIV. Tutti voi mi siete testimoni che io fin dall'inizio vi ho detto e ripetuto esattamente questo: se la versione ufficiale rimane quella dei 108 cardinali più i 133 votanti, basta, Leone non è Papa, la messa in unione con Leone è illecita, punto e basta. Io queste cose le ho ripetute fin dall'inizio. Quindi Don Cornet sta dicendo delle inesattezze, per usare un eufemismo.
Allora: “Tre: la ragione determinante...” — qui mi comincia il dileggio — “...la ragione determinante è che dopo lo spiegone del 7 maggio...” — parliamo sempre di qualcosa di molto verosimile ma non del tutto dimostrato — “...i 108 falsi non sono usciti fuori a denunciare il misfatto bensì hanno coperto tutto. In più hanno consentito che i 25 legittimi scegliessero Prevost e si sono prestati al gioco per paura di sanzioni o per ottenere conferma e indulgenza. In questo modo dice Ceci: tutto è nullo perché hanno agito per paura e o per interessi personali. Inoltre aggiunge il creativo...” — mi chiama così, il creativo — il creativo però ha creato quelle basi per cui dopo tre anni Don Cornet potesse scrivere il suo libro, che per il 70% è fondato sulle mie acquisizioni, le acquisizioni del creativo. “Inoltre aggiunge il creativo: questo modo di agire avrebbe costituito vizio di consenso di viganiana memoria, rendendo tutto nullo e invalido”. Il vizio di consenso non è che l'ha inventato Viganò: il vizio di consenso esiste nel diritto canonico. Solo che Viganò lo adatta al caso di Bergoglio in modo illegittimo, perché non aveva nessun motivo, nessuna pezza d'appoggio per poter dimostrare che prima dell'elezione Bergoglio volesse distruggere e demolire la Chiesa. Nel momento in cui Prevost — lui canonista — accetta un'elezione dove l'abuso viene coperto, lì c'è il vizio di consenso, lì c'è il vizio di consenso perché dimostra di accettare un'elezione con una copertura di un abuso.
“Per non far mancare niente accenna a che tutto questo sarebbe stato operato dalla Segreteria di Stato, cioè la reggenza, e farebbe parte del piano di Benedetto XVI, una sorta di seconda ondata di purificazione”. No, questa della seconda parte del piano di Benedetto XVI l'ho data come possibile ma non verificata. Però, diciamo, rientra nella ratio del fatto che se il sistema della sede impedita doveva purificare la Chiesa, come lo stesso Benedetto ha dichiarato, non bastava falciare Bergoglio, perché i cardinali nominati da Bergoglio avrebbero potuto invocare la coscienza erronea; avrebbero potuto dire: “Scusate, ma io che ne sapevo che Bergoglio non era il Papa? Tutti l'avevano accettato come papa, io stavo occupandomi delle mie pecorelle, ero in buona fede”. Invece, con il secondo conclave nullo e invalido, i cardinali sono stati informati ufficialmente. Nonostante l'informazione ricevuta hanno deciso di coprire l'abuso, e questo li ha condannati. E quindi rientra perfettamente in un piano logico per cui la Chiesa non si purifica solo eliminando Bergoglio, ma anche tutta una gerarchia.
Ora, io non ho la prova provata che questa seconda fase fosse stata decisa da Benedetto XVI, ma rientrava in un discorso assolutamente plausibile e logico. Esiste anche il mondo della plausibilità, eh. In un lavoro scientifico, in un lavoro serio, se non si hanno delle prove certe si mette il condizionale, si dice: “potrebbe essere così, chi vivrà vedrà”. Grazie a questo metodo — cioè trattenendo le cose certe e aprendo a delle ipotesi — io sono andato avanti fino ad oggi e vi ho dimostrato tutto quello che voi non avreste scoperto nemmeno in due ere geologiche. Ma non perché io sia più intelligente, ma perché mi ci sono dedicato h24 da sei anni, h24 anche le domeniche, capite? Ecco.
Attenzione perché: “Sì, il reggente continua a fare come con Vergi; Prevost non è pienamente libero, anche lui riceve divieti. Per esempio: niente appartamento pontificio ma mansarda”. Sì, esatto. Come la giustifichiamo questa cosa, che lui a Castel Gandolfo è andato in Villa Barberini? Come giustifichiamo che hanno costruito un'altra cappella e un'altra camera da letto sopra la cappella e la camera da letto dell'appartamento apostolico, con un spreco di denaro peraltro incomprensibile? “Punto otto: sebbene ci siano stati dei segni di un ripristino del papato legittimo, che l'ineffabile gridava a voce alta e difendeva con estremo ardore, in realtà erano dei contentini per ingannarci. Ora lo si sa — cioè lo sa lui — che nemmeno la fascia con stemma che porta Prevost è un vero segno di legittimità perché lo stemma dichiara forma antipapale come quello di Bergi”.
Io ho capito che voi vi siete stancati, che fate fatica a comprendere le cose; ma se la realtà è complicata, non dipende da Cionci. Cionci fa l'indagatore di questa realtà molto complessa, molto articolata. Se voi vi siete stancati, dedicatevi a hobby, all'orticoltura, a non lo so, al puzzle, fate delle attività più rilassanti e lasciate le indagini su questa questione intrigatissima a chi ci si dedica con passione. Quindi i ripristini del papato legittimo ci sono stati, sono stati anche proposti in modo graduale: prima lo stendardo senza lo stemma di Francesco — che era incoraggiante — poi la mozzetta, poi la sigla P.P., poi i pantaloni al ginocchio, poi che gli hanno ridato il bonus conclave, poi tutta una serie di cose fino allo stemma ricamato con la fascia. Quindi c'è stato un graduale ripristino di segni del papato, ma non tutto. Non tutto, perché non gli hanno ridato certe cose, soprattutto perché non gli hanno ridato lo stemma da Papa, ma lo stemma antipapale di Bergoglio.
Ecco, dice: “Ora lo si sa — cioè lo sa lui — che nemmeno la fascia con stemma che porta Prevost è un vero segno di legittimità perché lo stemma dichiara forma antipapale come quello di Bergoglio”. Beh, questa è una realtà, è una realtà indubitabile. “Nove: formula nuova ipotesi che oltre al conclavetto in cui scelsero Prevost i 25 cardinali legittimi, magari hanno fatto un'altra votazione rimasta segreta in cui avrebbero scelto un altro vero Papa rimasto però anch'egli nascosto”. Questa non è fantasia: queste sono le possibilità espresse dal diritto canonico. Le trovate nel file scaricabile in descrizione sotto al video: “La nassa di San Pietro”. Quindi fate poco gli spiritosi, per favore, fate poco gli spiritosi.
Perché mentre Don Cornet è andato avanti per scienza infusa da solo, io proprio perché non sono nessuno — non sono né un canonista né un teologo eccetera — mi sono avvalso della consulenza dei migliori: dei migliori tra i latinisti, canonisti, giuristi, avvocati, studiosi del linguaggio, psicologi, storici della Chiesa eccetera, che mi sono andato a raccapezzare in giro per il mondo in 185 conferenze. Mentre Don Cornet, dopo il suo exploit, si è rinchiuso nella sua canonichetta, nella sua casa — non so dove sta adesso eccetera — non ha fatto più niente. Quindi un po' di rispetto, per favore, verso chi continua a condurre questa battaglia con studio, scienza e coscienza, con un enorme dispendio di energia, di tempo e mettendo a repentaglio la propria sicurezza personale.
Allora. “Insomma, fino a ieri accusava Padre Farè di aver continuato a studiare, di essere arrivato a conclusioni diverse, di essere un gambero che si rimangia tutto, ma lui, Ceci, non fa proprio niente del genere”. No, non faccio proprio niente del genere perché ho confermato tutto: Bergoglio non era Papa per sede impedita di Benedetto XVI, confermo. Confermo la reggenza, confermo che la reggenza ci ha fatto capire che Bergoglio non era il Papa, confermo che il conclave ha avuto due elezioni. Cioè continuo a dare per estremamente probabile l'ipotesi del conclavetto. Inizialmente avevo detto: se ci fosse stato un conclavetto, Prevost potrebbe essere legittimo Papa. C'erano stati segnali incoraggianti di un graduale ripristino delle sue prerogative pontificie; a un certo punto questo ripristino si è fermato, Prevost ha cominciato a spararne una dietro l'altra. Allora abbiamo riesaminato a lume di diritto canonico la possibilità che anche questo eventuale conclavetto avesse potuto eleggerlo validamente. Fermo restando che fin dall'inizio tutti i fedeli dovevano considerarlo antipapa perché conta la versione ufficiale, fermo restando che fin dall'inizio la messa in unione con Leone era illecita. Quindi queste cose non erano assolutamente in discussione. Ho viceversa affrontato un campo nel quale non mi ero ancora cimentato, cioè la possibilità che un conclavetto avesse potuto eleggere validamente Prevost, e ho trovato un dato canonico che dimostra come nemmeno un conclavetto avrebbe potuto eleggere validamente Prevost. Ma non per le motivazioni che ha detto Don Cornet, dicendo che l'elezione comincia addirittura dalla processione iniziale: non è affatto vero. L'elezione comincia dall'extra omnes, da quando si rinchiudono. Non è affatto vero quello che ha detto Don Cornet.
Quindi non è affatto vero che io sia un gambero. Il gambero è Padre Farè. Padre Farè si è rimangiato che Bergoglio era in sede... che Benedetto era in sede impedita, si è rimangiato la restrizione mentale larga, si è rimangiato tutto. Adesso non voglio riprendere il discorso perché poi magari se mi dimentico qualche cosa Padre Farè ci fa otto ore di trasmissione, quindi sappiamo benissimo che cosa si è rimangiato Padre Farè: tutto, praticamente tutto. Oggi è arrivato a dire: “No, ma non ho detto che Benedetto era in sede impedita, me lo rimangio”. Però effettivamente se non avesse abdicato e fosse rimasto vivo, l'altra possibilità canonica è che ci fosse la sede impedita, ma non mi azzardo a dire quali fossero le sue intenzioni, facendolo passare per un rimbambito.
Ci dice: “B: un conclavetto sarebbe assolutamente impossibile secondo le Universi Dominici Gregis e renderebbe automaticamente nullo tutto il conclave”. Non per le affermazioni fatte da Don Cornet, ma per il dolus plus metus di cui abbiamo parlato. “C: Prevost è antipapa per tre ragioni. Falsi cardinali entrati in conclave, come dico dal 2020”. Come dice Pippo Baudo: l'ho inventata io questa cosa dei falsi cardinali che entrano in conclave, quindi non è certo Don Cornet che mi deve dare lezioni su questo tema. “In 133, dodici più del numero stabilito”. Io stesso l'ho detto fin dall'inizio che il conclave era troppo invalido con i 133. “L'assenza di 17 veri e legittimi cardinali che costituiscono più di un terzo del collegio degli elettori”. È una baggianata, l'abbiamo già dimostrato, perché il canone 166, comma 3, che invocano Don Cornet e Padre Farè, non si applica alla Universi Dominici Gregis. Vedete i dilettanti allo sbaraglio? Il 166 comma 3 non si applica alla legge speciale, perché la legge speciale è imperniata su un criterio del “chi c'è c'è, chi non c'è non c'è”. Ne abbiamo già parlato a suo tempo.
“E: non esiste nell'araldica ecclesiastica il capitolo stemma antipapale perché ogni Papa ha il diritto di scegliere modello, elementi, colori come meglio crede e piaccia a lui”. Non è affatto vero, non è affatto vero. Una cosa sono le pezze araldiche, una cosa l'ornamentazione esterna. La pezza araldica — cioè se un Papa vuole mettere Hello Kitty nel proprio scudo araldico lo può fare, d'accordo? Perché quella è una cosa di fantasia che risponde alle idealità o anche magari allo stemma di famiglia del cardinale; una volta funzionava così, adesso l'araldica ecclesiastica è andata completamente a remengo, ci stanno anche quelli che mettono fotografie, barconi, arcobaleni, d'accordo? Quindi quello che è il margine di libertà lasciato al Papa nello scegliere quello che c'è dentro lo scudo è un conto; l'ornamentazione esterna invece è una questione ufficiale. È una questione ufficiale perché non è che un Papa può scegliere uno stemma senza le chiavi di San Pietro o senza un simbolo che parli del munus petrino, perché l'ornamentazione esterna deve ribadire un segno del munus e un segno del ministerium.
Papa Benedetto intelligentemente ha tolto la tiara e l'ha sostituita con il pallio perché sapeva esattamente quello che sarebbe stato costretto a fare, cioè a rifugiarsi in sede impedita, e allora avrebbe creato l'antipapa con uno stemma molto simile. In questo modo ha evitato che l'antipapa potesse timbrare il proprio stemma personale con il triregno. Capite? Queste cose sono importanti da capire, ma siccome non studiate, siccome siete molto arroganti, siete gli ultimi arrivati e pensate di saperne più di uno che sta al chiodo dal 2020, non le capite queste cose.
“F: ciò che lui criticava giustamente di Viganò e Radaelli sulle loro false ragioni (il vizio di consenso) per segnalare la vera illegittimità di Bergoglio — cosa che poi rendeva inutile la difesa della verità — è quanto adesso faccia egli stesso: un grosso falso motivo di illegittimità che poi risulta facile contraddire, così lui sempre avrà ragione alla fine. Prevost era Papa, anzi non lo è mai stato, ma per ora un giorno sì e l'altro no”.
Allora, primo errore: Radaelli non parla di vizio di consenso. Radaelli parla di errore sostanziale, cioè per il canone 188 la Declaratio presenta un errore sostanziale, manca la rinuncia al munus e quindi la rinuncia di Benedetto era invalida. Radaelli dice perché era eretico e modernista... vabbè, un altro di quelli che vivono sulla Luna; comunque ha ragione sul canone 188, errore sostanziale. È Viganò che parla di vizio di consenso da parte di Bergoglio. Lo abbiamo già detto: è una stupidaggine, una cosa indimostrabile perché non si può dimostrare che Bergoglio avesse accettato scientemente, senza coscienza erronea, di partecipare al conclave del 2013 perché la Segreteria di Stato aveva falsificato il testo, come sappiamo. Lui avrebbe potuto senz'altro accampare l'idea per cui: “Scusate, io sono stato eletto antipapa ma me ne rendo conto solo ora, non ci avevamo capito niente, sono stato eletto in buona fede”. Come l'ha incastrato Benedetto? Con la scatola bianca. Quindi Bergoglio dimostra la sua consapevolezza solo dal maggio 2013, solo dopo la consegna della scatola bianca. Viganò invoca il vizio di consenso per Bergoglio ma lo fa a torto. Invece per Prevost il vizio di consenso è conclamato. Perché? Perché sempre parlando dello spiegone del 7 maggio, lui è stato informato pienamente e quindi ha accettato di partecipare a un conclave con copertura dell'abuso: quindi lì il vizio di consenso è dimostrato.
“G: tutti gli altri sono incapaci di comprendere quanto lui, l'unico sulla faccia della terra, abbia escogitato dalla mente di quel genio che fu Benedetto XVI. Perché alla fine ciò che dice l'ineffabile è infallibile; ha valore solo quando al suo pensiero accosta qualcuno illustre, in questo caso Benedetto XVI”. Non ho capito: adesso Don Cornet mette in discussione pure che Benedetto XVI fosse un santo? Non so che cosa si sia rimangiato Don Cornet, se si è rimangiato qualcosa. Non credo che abbia fatto il percorso a ritroso di Padre Gambero, ma non so perché fa questa acidata finale così.
Allora, caro Don Cornet, caro Don Cornet: mentre io sto ancora in trincea a sputare sangue, a cercare di capire una situazione intricatissima, e mi sto attivando e pubblico quattro o cinque podcast al giorno, lei che cosa sta facendo invece di scrivere queste acidate sul canale di Spingarda di Bingen? “Spingarda di Bingen” è un soprannome per evidenziare il fatto che questo canale ne spara una dietro l'altra: spara stupidaggini su Gänswein che era il carceriere di Benedetto XVI, fa dei minestroni incredibili con profezie eccetera. Poi dice: “No, Ceci la devi smettere con le petizioni”. Quindi sabotaggio anche non so dettato da che cosa. Per quale motivo non dovremmo fare le petizioni? Per quale motivo Ceci dovrebbe smettere con la sua indagine? Per quale motivo dovrebbe andare a chiudersi in un monastero e abbandonare l'inchiesta? Chi gliel'ha detto a Spingarda di Bingen di suggerirmi queste cose? Forse gliel'avrà detto Padre Farè? Perché ormai stiamo cominciando a inquadrare il ruolo di Padre Farè: un sabotaggio continuo, un disinnesco continuo della questione. Non mi stupirebbe se avesse detto a Spingarda di Bingen di dire a Cionci di ritirarsi in monastero, così lo togliamo di mezzo.
Non mi aspettavo queste acidate irrazionali e inutili da parte di Don Fernando Maria Cornet, alle quali ho risposto credo con i dati di fatto. Ribadisco a tutti coloro che mi dicevano: “Ah, ma adesso si sta contraddicendo”... a parte il fatto che anche se dovessi contraddirmi questo denoterebbe un metodo onesto di indagine. In sei anni su pochissime cose ho dovuto contraddirmi: una di queste, per esempio, era quella che mi segnalò quell'americano, ex agente della CIA, che diceva che non esiste l'espressione “Pontefice Sommo”. Lui andò a pizzicare dei manuali dell'800 in cui c'era “Pontefice Sommo” e questo mi ha poi consolidato e comprovato nella restrizione mentale di “Pontefice Sommo”: quindi Benedetto XVI ha utilizzato un termine desueto, un'espressione desueta per far capire che non sarebbe stato più il Pontefice nel sommo grado, nella somma evidenza, ma sarebbe stato un Pontefice impedito e nascosto. Questa è stata una delle cose su cui ho dovuto ritornare sui miei passi.
Avevo detto che — nel caso tutto da dimostrare ma molto probabile di un conclave a 25 — Prevost avrebbe potuto essere eletto legittimamente. Era una cosa che però non avevo approfondito, era un territorio inesplorato. Quando Prevost ha cominciato a sparare queste ultime uscite che abbiamo visto, dice: “Questo evidentemente non può avere il munus anche se non ha detto delle eresie proprio plateali”. Però nel momento in cui ci parli di Amoris Laetitia come di un luminoso messaggio, in cui continui a menare questa storia dell'amato Papa Francesco, quanto era buono, quanto era caro, testimone di fede e di amore eccetera, c'è qualcosa che non va. Perché se lui fosse stato eletto legittimamente, Papa Francesco dopo due scappellotti l'avrebbe messo in soffitta, no? E invece continua con questa cosa di Papa Francesco. Abbiamo capito che non ha il munus neanche nel caso tutto da dimostrare del conclavetto. E fin dall'inizio vi ho detto che lui ufficialmente non poteva essere ritenuto Papa per i 108 falsi cardinali e per i 133 elettori in conclave.
Va bene, tanto dovevo a Don Cornet. Scusate se questo podcast si è un po' dilungato, però bisogna rispondere colpo per colpo. Grazie a quei pochi che sostengono il nostro lavoro e un caro saluto a tutti.
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