"Corsa al rattoppo" dell'infermiere di Bergoglio per dissimulare la tragica umiliazione col poncho

Cari amici, a proposito di patetiche corse al rattoppo per cercare di sanare delle macroscopiche evidenze sull'antipapato di Bergoglio. In questi giorni che ricorreva un anno dalla morte si sono scatenati tutti. Il mainstream stranamente non ha parlato dell'indagine in corso varata dall'ufficio del Promotore di Giustizia sulla sede impedita di Benedetto XVI e sull'attentato da lui subito a Cuba nel 2012, però ha dato grande spazio ai ricordi dei personaggi più vicini al “buon Papa Francesco”. Strana questa scelta editoriale, ma non so per quale motivo non mi stupisce più di tanto.

Tra le varie iniziative oscenamente agiografiche, l'intervista di Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera a Massimiliano Strappetti, l'infermiere di Bergoglio, che dice delle cose interessanti e anche ridicole da commentare. Allora, dice: “Il 14 febbraio le sue condizioni si erano fatte davvero gravi, così io gli dissi: ‘Santo Padre, dobbiamo andare in ospedale’. Lui sospirò: ‘Questa è l'ultima volta che vedo Santa Marta, vero?’. E fu lì che gli feci la promessa: ‘Io la riporterò qui vestito da Papa’. E così è stato”.

Perché, come lo doveva riportare? Vestito da Babbo Natale? Da ufficiale prussiano? Da carnevale? Come lo doveva riportare? Vestito da Papa. Se era il Papa, riportarlo vestito da Papa... Quindi dire: “Io la riporterò qui vestito da Papa” vuol dire riconoscere che lo stavano spogliando. Stavano togliendo tutto, tutte le prerogative pontificie; gli avevano tolto la facoltà di celebrare la messa, gli avevano tolto l'anello piscatorio, i sette candelabri e così via.

Quindi, visto che noi oggi sappiamo che le indagini del Promotore di Giustizia erano in corso già da prima — perché io sono stato interrogato il 12 aprile, quindi sicuramente l'indagine preliminare è partita il 12 aprile, ma siccome quando io sono andato a farmi interrogare i magistrati conoscevano tutto, vita, morte e miracoli della mia inchiesta, è chiaro che ci stavano lavorando da mesi prima, è ovvio — il fatto che Strappetti dica: “La riporterò qui vestito da Papa” potrebbe senz'altro essere un riferimento al fatto che Bergoglio rischiava grosso; rischiava di tornare con abiti civili, per così dire.

E tra l'altro non è certo la prima volta che Bergoglio si infilava in ospedale per sfuggire a delle responsabilità. Vi ricordate qualche anno fa quando fu ricoverato? Dissero che aveva la polmonite, no che era una cosa intestinale, no che era un infarto, no che era un altro malore... insomma, quattro o cinque versioni diverse che ci hanno fatto capire chiaramente che Bergoglio si era rifugiato in ospedale per sfuggire a qualche grana, a qualche responsabilità.

Ma la cosa più ridicola è il tentativo di rappezzare il tragico defilé a cui è stato esposto con il poncho il 10 aprile. Ecco la versione edulcorata che ne dà Strappetti: “E la mattina del poncho come andò?”. “Ah, già, il 10 aprile passeggiavamo tranquilli a Santa Marta in corridoio, quando all'improvviso mi dice: ‘Vorrei andare in Basilica, devo parlare con i restauratori dell'altare della cattedra’. Io ero senza giacca, lui aveva addosso il poncho argentino che indossava in stanza. Gli chiesi: ‘Ma se ci vedono?’. E lui: ‘Andiamo lo stesso’. Ma c'era un fotografo... Il giorno dopo svegliandolo glielo dissi e lui: ‘Va bene, allora ci andiamo anche oggi’. Quella foto aveva fatto il giro del mondo”.

Allora, la ridicola, patetica narrativa di questo Strappetti che ci vuole dare a intendere che il buon Papa Francesco così, in un attimo di pazzia — no, perché lui era un simpaticone, era un Gian Burrasca, una simpatica canaglia eccetera — dice, gli viene il matto: “Beh, dai, andiamo a trovare i restauratori che stanno lavorando all'altare della cattedra”. “Ma se ci vedono Santità?”. “Vabbè, andiamo lo stesso dai, che problema c'è, tanto passiamo attraverso un corridoietto, stiamo nascosti”. No, invece passa in San Pietro in piena mattina col poncho addosso, la maglia della salute e i pantaloni neri. Dici: “Ma se ci vedono?”. Eh, certo che ci vedono: avete attraversato tutta la navata.

Peraltro Strappetti omette di ricordare che la missione di questo viaggetto non era solo quella di andare a trovare i restauratori, ma era quella di andare a trovare la tomba di San Pio X. Ora, San Pio X non è esattamente un Papa molto vicino alle posizioni teologiche di Papa Francesco, dato che San Pio X ha difeso intransigentemente l'ortodossia contro il modernismo, definito “sintesi di tutte le eresie” nella sua enciclica del 1907. Il focus di questa enciclica era la lotta interna alle idee moderniste che cercavano di reinterpretare la dottrina cattolica, considerandole una minaccia alla fede tradizionale.

Quindi l'idea di Papa Francesco che così improvvisamente gli viene il matto e: “vabbè, tanto non ci vedono dai”, è smentita platealmente da questo video, perché si vede Strappetti che guida la carrozzina ma intorno ci sono ben quattro gendarmi, tra cui anche il capo della Gendarmeria. Quindi come poteva essere una cosa improvvisata così al volo, facendo questa sfilata davanti alla gente? Peraltro, come vedete, Bergoglio anche lì va a trovare questi spettatori, passa, benedice; c'è anche il siparietto del bambino che era stato preparato, ovviamente era stato preparato. Perché il bambino è stato fatto passare oltre le transenne, no? Perché vedete che la gente è riparata dietro le transenne, nessuno si avvicina, a un certo punto però non si sa com'è questo bimbo: eccolo qua. “Come ti chiami? Ethan. My name is Ethan”, dice una cosa del genere eccetera.

Quindi la realtà non è affatto quella che ci vuole dare a intendere Strappetti di questa mattana fatta così all'improvviso sperando che nessuno li vedesse. Poi tra l'altro ridicolissimo dice: “ma c'era un fotografo”. E che siamo nell'800? Pronto, pronto, pronto... Scusi con chi parlo? Lo sposo che casualmente si è trovato lì? Il fotografo con la macchina telescopica, il lampo di magnesio? “Accidenti, abbiamo trovato un fotografo, e quella foto ha fatto il giro del mondo”. Oggi tutti hanno il telefonino. Bergoglio passa in corpo e deputazione con l'infermiere, quattro gendarmi, vestito come a carnevale, passa nella navata di fronte a tutti, li saluta, li benedice eccetera per andare alla tomba di San Pio X e però invece: “è stato un caso che ci hanno sgamato, volevamo fare questa mattana e però ci hanno visto e la foto ha fatto il giro del mondo”.

Allora, la sapete la verità com'è andata? La verità è che il 17 febbraio, in questo podcast, sentite che cosa avevo chiesto all'amministrazione apostolica, cioè alla Segreteria di Stato: una preghiera ai reverendissimi amministratori apostolici, per favore, questo antipapa non ce lo leviamo più, toglietegli l'abito bianco. Credo che sia nelle vostre prerogative: toglietegli questo benedetto abito bianco. Sarà costretto a uscire fuori con una tuta nera e si inventerà un'altra scusa, e dirà che il bianco attira i raggi del sole, attira le mosche, allora lui per evitare le infezioni si è messo una salopette nera. Si inventerà qualcosa del genere col mainstream che gli terrà bordone anche su questo, però toglietegli l'abito bianco, credo che rientri nelle vostre prerogative. La gente capirà. Toglietegli quella talare bianca perché ormai si era innescato un braccio di ferro insopportabile.

Queste spoliazioni continue subite da Bergoglio che lui cercava di rattoppare, di rappezzare in qualche modo... allora abbiamo fatto una richiesta esplicita: per favore toglietegli la talare bianca. E così dopo qualche settimana veniamo esauditi. Il 10 aprile Bergoglio è costretto a fare questo umiliante defilé in pubblico con il poncho gettato addosso per andare a fare penitenza da San Pio X, cioè il Papa più antimodernista della storia della Chiesa. Quindi è chiaro che è stata una punizione: ti mando senza la talare bianca davanti a tutti, davanti al pubblico ludibrio, con i gendarmi a rendere omaggio a San Pio X, e impara come si fa, pentiti, fai penitenza. Questo gli ha imposto la Segreteria di Stato, e lì veramente ci hanno mandato in estasi.

Quindi la versione di Strappetti sarà buona forse per il cretino medio che si legge i giornali mainstream, ma non è buona per le persone normopensanti. Poi tra l'altro Strappetti si fa sfuggire anche questa confidenza, no? Perché dice: “Una volta gli confidai che sono divorziato. ‘E qual è il problema?’, mi disse. Poi si informò: ‘Ma te la fanno fare la comunione?’. E aggiunse: ‘Perché altrimenti dimmi come si chiamano quei preti che si rifiutano, ci vado a parlare io’. Un Papa sorprendente, coraggioso e allegro. Per questo mi manca e vado spesso a trovarlo a Santa Maria Maggiore”.

Quindi Bergoglio stava spingendo un divorziato a fare la comunione. Questo contro ogni regola morale, contro ogni dottrina. È vero che lui con “Amoris Laetitia” — il luminoso messaggio di cui parla il buon Don Prevost — il luminoso messaggio “Amoris Laetitia” contiene delle eresie inaudite sulla comunione ai divorziati e risposati, e infatti poi Strappetti lo conferma con una certa arroganza. Diciamo che da questa intervista traspare l'arroganza dell'anti-chiesa antipapale che sfida la Segreteria di Stato: avete visto? L'ho riportato qui vestito da Papa. Avete visto? Lui mi diceva di fare la comunione anche se sono divorziato. Insomma, noi abbiamo vinto.

E poi c'è anche il tentativo di mascherare la vicenda del poncho, ma non penso che vinceranno alla fine, non penso proprio. Va bene, ci siamo divertiti. Attivatevi, firmate tutte le petizioni che vi propongo e divulgate questi contenuti. Vedete che mentre in Italia c'è questa censura rivoltante, che neanche in Corea del Nord, la questione sta divampando all'estero grazie anche a testate come LifeSiteNews per esempio, e a tutti i blog, i siti, i giornali che stanno riprendendo questa realtà in altri paesi dove il concetto di libertà di stampa è un pochino più consolidato rispetto alla nostra repubblichetta delle banane. Grazie e un caro saluto a tutti.

citazioni
https://tg24.sky.it/mondo/2025/04…
https://www.youtube.com/watch?v=i…
https://roma.corriere.it/notizie/…

di Andrea Cionci

Firma la petizione ️ INTERVENTO DEI SIGG.RI CARDINALI PER DIFENDERE I DIRITTI DELLA SEDE APOSTOLICA (ART. 3 UDG https://www.petizioni.com/petizio…

Firma la petizione ️ DUBBI SULL’INTERPRETAZIONE DELLA DICHIARAZIONE FIDUCIA SUPPLICANS https://www.change.org/p/dubbi-su…

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Firma la petizione ️ Dubbi sull’interpretazione della Dichiarazione Fiducia Supplicans
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Firma la petizione ️ Opporsi al museo George Patton a Gela
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L'ESPOSTO DA COMPILARE PER VILIPENDIO ALL'INNO NAZIONALE. GRAZIE AVV. MINUTILLO E M° CHIARAMIDA!
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