Triarii in cortocircuito. Bianco: "Le petizioni ai cardinali non valgono!". Ma le proponeva Viglione

L'intento di Bianco è palesemente pretestuoso.
Egli sovrappone, artatamente, in mala fede e con intento confundista, l'istituto della petizione con altri istituti analoghi, ma differenti, che necessitano, questi si, della identificazione dei firmatari con strumenti certi.
Allude agli istituti della proposta di legge popolare, del referendum, della costituzione di un partito politico, il diritto di voto e simili.
Questi ultimi sono disciplinati da norme positive che richiedono la verifica di alcune caratteristiche in capo ai soggetti firmatari (cittadinanza, maggiore età, capacità giuridica, capacità di agire ecc...) e che impongono la necessità di identificare i soggetti medesimi con strumenti che garantiscano la certezza del diritto.
Anche il numero dei firmatari in questi casi è imposto dalla legge, di talché resta necessario l'accertamento della identità di ognuno affinché non vi possano essere equivoci sulla consistenza numerica dei partecipanti (per scongiurare, ad esempio, che un soggetto possa sottoscrivere due volte).
Nel caso della petizione, invece, non è richiesta l'identificazione dei firmatari.
Va identificato il promotore, naturalmente, il quale materialmente formula il quesito e presenta l'istanza (petizione significa appunto richiesta, istanza).
La sottoscrizione popolare indica solo massa critica, consenso del popolo, avallo alle istanze avanzate. La posizione di costoro è simile alla situazione che si determina in capo a coloro che partecipano ad un corteo, ad una manifestazione di piazza, ad uno sciopero. Non v'è necessità di identificare uno per uno i partecipanti affinché gli effetti, anche giuridici, dell'iniziativa si producano.
Per quanto riguarda la petizione sulla sede impedita, quanto agli effetti giuridici, va precisato che tale accertamento (sulla sede impedita) già rientra nei compiti istituzionali degli uffici cui la petizione è stata consegnata. A fronte dell'inerzia dei detti uffici una massa di popolo propone una sollecitazione. Ha valore di notizia criminis, di esposto individuale suffragato dal consenso popolare. E rimane agli atti cioè acquisisce l'efficacia della prova documentale precostituita. Si realizza la conoscenza dei fatti a futura memoria. Un individuo promuove, il popolo aderisce.
Quanto alle petizioni recenti rivolte ai Cardinali, con esse si sollecita la fissazione di un'udienza. E' la richiesta di un individuo cui aderiscono persone che supportano l'iniziativa.
Quanto al brocardo "quod non est in actis non est in mundo", va precisato che di norma viene usato per criticare un eccessivo formalismo pure presente negli ordinamenti giuridici. Nella sostanza indica la necessità di attivarsi, secondo vie certe, per potere acquisire ritualmente, a fini probatori funzionali ad un accertamento con effetti di giudicato, circostanze di fatto e di diritto che, diversamente, potrebbero sfuggire all'esame del Giudice. Indica la necessità di acquisire, con cognizione piena, gli elementi probatori funzionali ad un giudizio.
Pur collocandosi al di fuori dell'ambito processuale, la petizione è rivolta proprio a questo scopo, a porre agli atti, anche a futura memoria, l'oggetto della richiesta, producendo nel destinatario la cognizione certa, la consapevolezza, l'elemento psicologico funzionale ad un giudizio anche futuro.
La petizione quindi viene impostata dal promotore e supportata dai sottoscrittori. L'effetto giuridico è quello di porre un soggetto a conoscenza di una determinata circostanza a fini probatori. Parliamo di di rendere noto, notificare appunto. Il tutto con la forza del consenso popolare.
V'è poi l'aspetto mediatico.
Giova da ultimo una breve chiosa sulle considerazioni finali del video che sono di natura non giuridica ma di opportunità: si critica lo strumento della petizione. Ma qual'è l'alternativa proposta? Le energie asseritamente sprecate nell'approntare queste iniziative come ci consigliate di impiegarle? Quali sono questi strumenti alternativi alle petizioni?.
L'intento di neutralizzare ogni tipo di iniziativa è evidente. L'inerzia regna e anche il Gatekeeping.

di Andrea Cionci