Il caso Don Ragusa e l'ultima sul “parere personale”
Francesco si è pronunciato inequivocabilmente a favore delle unioni civili, contraddicendo in modo plateale la dottrina cattolica e scatenando un putiferio, ma la questione sembra già riassorbita. Non a caso, don Fabio Ragusa, vice parroco di Borgio Verezzi, che lo aveva contestato pochi giorni fa, durante una messa, definendolo "un eretico che deve essere convertito", è stato punito con un severo provvedimento disciplinare.
Il suo vescovo, Mons. Guglielmo Borghetti, ha ammonito: "Nessun sacerdote dovrebbe mai permettersi di pronunciare parole simili contro Papa Francesco”.
Eppure, la stessa Santa Sede aveva ribadito che: “È chiaro che papa Francesco si riferisse a certe disposizioni dello stato e non certo alla dottrina della Chiesa, che ha riaffermato numerose volte negli anni”.
Quindi: un parroco accusa Bergoglio di aver detto cose contro la dottrina e viene punito anche se, per la Santa Sede, quelle parole sono, effettivamente, contro la dottrina.
Non ci avete capito niente? Non preoccupatevi, tutto si spiega in modo facile.
Secondo il card. Burke, quello di Bergoglio è stato solo “un parere personale” e i cattolici devono continuare a pensarla secondo il Catechismo.
In tanti si sono messi sulla sua scia e fra questi, Mons. Bux, ritenuto un “tradizionalista” che, alla Gazzetta del Mezzogiorno, ha da poco dichiarato: “Il cattolico sa distinguere i due “corpi” del papa: il corpo dell’uomo e il corpo del vicario, ossia quando esprime sue opinioni o quando insegna le parole di Cristo. Nel primo caso, il cattolico (ma anche il laico che segue la retta ragione) non è tenuto ad aderire con religioso ossequio dello spirito, tanto meno con l’ossequio della fede. Dunque, come accade a ciascuno di noi, un papa che concede una intervista non parla “da papa”, ma da persona privata”.
Perfetto: quindi, “a regola di bazzica”, ci si potrebbe aspettare benissimo che fra un mese Bergoglio dichiari ai giornalisti, da PERSONA PRIVATA, che lui è a favore dell’aborto o dell’eutanasia. E la cosa non dovrebbe turbare più di tanto.
Comunque la si pensi sul tema, se a un papa è permesso avere un parere personale che contraddice la dottrina cattolica, SE QUESTA E' LA LOGICA, allora va bene qualsiasi cosa.
Come se un presidente della Repubblica affermasse: “Sì, si, va bene tutto, ma, in effetti, io tengo per la monarchia”. O se il capo del movimento mondiale dei vegani dichiarasse: “Io comunque, alla fiorentina al sangue non rinuncio”.
E che problema c’è? Pareri personali.
La sensazione è, piuttosto, che non si stia considerando granché l’intelligenza dei fedeli e degli osservatori laici.
Infatti, non è che il “parere personale” riguardava, ad esempio, il referendum italiano sul taglio dei parlamentari. In quel caso, Francesco avrebbe potuto esprimere un parere personale, più o meno condivisibile, perché quella non era una questione strettamente bioetica o morale.
Ma se una qualsiasi filosofia o religione ritiene (a torto o a ragione) che una precisa azione sia sbagliata, dannosa o peccaminosa, in base a quale coerenza il suo capo può essere favorevole alla legalizzazione, ratificazione di quel comportamento, con la conseguente approvazione morale, sdoganamento e propaganda che ne conseguono?
Non c’è nemmeno l’invertita logica strumentale dell’antiproibizionismo. Non è che Francesco ha detto: “Assumiamo solo STRATEGICAMENTE una posizione a favore delle unioni civili per favorire, nella realtà dei fatti, la famiglia naturale, l’eterosessualità e per disincentivare indirettamente un comportamento che noi riteniamo peccaminoso”. Questa strada seguono, ad esempio, i radicali quando affermano di voler combattere la droga legalizzandola. Sarebbe comunque sbagliato per la fede cattolica perché, "anche per un fine giusto, non si possono perseguire vie sbagliate", ma almeno vi sarebbe stata un’intenzione coerente con la propria impostazione.
E invece, non c’è stato nulla di tutto questo. Solo insanabile, patente contraddizione. Purtroppo è così.
Insomma: se volete, cambiare la dottrina, ammettete di aver sbagliato per 2000 anni, rimboccatevi le maniche e riscrivete il Catechismo. Dite che il libri dell’Antico Testamento, che Gesù Cristo e San Paolo si sono sbagliati, ammettete che li avete tradotti male per venti secoli e che quindi Sodoma “è stata salvata dal Signore”, come sostiene Mons. Galantino.
Oppure, se è stata un’uscita inconsulta, o interpretata male, ritrattate tutto – a fondo - e scusatevi per l’ennesima confusione, per lo scandalo e lo sconcerto a danno di un miliardo e 300.000 cattolici. Nessun problema, la chiudiamo così.
Ma la storia del “parere personale”, per favore, proprio no. Non prendeteci in giro.