I Calboni pro-Biden e la possibile “Trump-pola”
Uhm, vediamo, Trump ha governato 4 anni attaccato in ogni modo dai suoi avversari, è riuscito a far fronte ad ogni campagna, aggressione mediatica, calunnia, diceria, denuncia, dossier, e a un’infinità di colpi bassi. Hanno cercato di farlo fuori in tutti i modi, si è guadagnato l’odio ferino dei grandi media, ma ha sempre tenuto botta ed ha portato la pellaccia fino alla fine del mandato.
Possibile ora che si sia fatto fregare così senza prevedere, dal suo punto di vista, che i Democratici, o quel deep state di cui lui stesso parlava sempre, non avrebbero tentato di impadronirsi delle elezioni in modo truffaldino?
Possibile che Trump ora annaspi come un bambino capriccioso, allestendo le conferenze stampa nei parcheggi mentre tutto il mondo mediatico sta spingendo al massimo Biden Presidente?
Lo stanno acclamando ovunque con la stessa ridicola piaggeria del fantozziano geometra Calboni quando applaudiva il Megadirettore Conte Catellani: “E’ un BEL DIRETTORE! Un Apostolo! Un Santo! Fate passare!”.
Qui l’imperdibile approfondimento : https://www.youtube.com/watch?v=J…
Uno spettacolo tristissimo per la storia dell’informazione, ma ci siamo abituati. Ormai si vive di entusiasmi, di tifo da stadio, è tutto emozione anche se ci si espone al rischio di fare una gigantesca figuraccia, una di quelle da cui, poi, bisogna trarsi di impaccio con la famosa capsula di cianuro.
Piano. Calma e gesso. Qui di parla di brogli, di roba grossa, di sospetti molto pesanti in un paese dalla rispettabilissima tradizione democratica come gli Stati Uniti. I protagonisti sono uomini pronti a tutto, gente con un pelo sullo stomaco non da poco.
Alcuni siti e blog – ovviamente del ghetto complottista - ipotizzano che Trump abbia previsto ogni cosa e stia, in realtà per far scattare una sorta di "Trump-pola". Secondo alcune fonti, avrebbe fatto tracciare le schede elettorali con isotopi stabili o nanotecnologie varie per poter provare come siano state aggiunge un’infinità di altre schede false. Secondo altri, avrebbe fatto piazzare dai servizi segreti migliaia di microcamere negli uffici elettorali per filmare i brogli.
Anche il fatto di lasciare che molti all’interno del Partito repubblicano lo stiano mollando come un vecchio pazzo ai suoi deliri potrebbe far parte di una sorta di mega-purga per liberarsi di quella fetta del suo entourage non del tutto fedele o che comunque si è dimostrata pronta ad abbandonarlo nel momento più difficile. Chissà che anche Melania non sia sottoposta a questa prova e che non ne possa fare le spese.
In questo modo, approfittando dell’avidità dei suoi avversari, Trump li starebbe facendo abboccare a una golosa esca, dando anche spazio ai media, a lui ostili quasi per codice deontologico, in modo da spubblicare la loro indecorosa faziosità.
Per ora sono solo fantasie, ma suggestive.
Si vociferava da mesi anche di uno scandalo che Trump avrebbe dovuto tirare fuori riguardante il cosiddetto adrenocromo, il Pizza-gate che avrebbe visto il clan Obama-Clinton coinvolto in oscurissime pratiche pedosataniste. Per ora su questo non è uscito ancora nulla, ma chissà, potrebbe essere il botto finale di un possibile spettacolo pirotecnico studiato a tavolino da tempo.
Almeno a livello teorico, tuttavia, la strategia potrebbe funzionare: far avanzare il nemico, farlo manifestare per quello che è, permettergli di sentirsi al sicuro sulla poltrona e poi dargli fuoco con una gigantesca operazione verità che porti alla luce gli scandali, le truffe, i brogli e il marciume che nasconde. Nell’incendio sarebbero combusti anche i suoi collaboratori infedeli od opportunisti. Una sorta di "parusia" finale durante la quale emergerebbero prove così patenti e incontestabili da far passare per sempre all’elettorato americano la voglia di votare democratico. Possibile che nessuno dei consiglieri di Trump, nessuno dei servizi segreti gli abbia messo una simile pulce nell’orecchio, non gli abbia suggerito un piano “B”, almeno un ultimo colpo di coda da sferrare agli odiati avversari? Possibile che si sia fatto fare fesso come un pivello, a 74 anni?
Magari The Donald è davvero quel testardo sciocco, borioso e pieno di sé che ci hanno dipinto i media americani. Forse glielo hanno anche suggerito, ma non ha voluto ascoltare, sicuro di fare il pienone di voti. Forse non è così intelligente come sperano i suoi sostenitori più accaniti e lo aspetta un meritato futuro da giocatore di golf, col cappellino e la camicia a righe, così come lo hanno già acconciato al Madame Toussauds di Londra. O forse semplicemente non ci sono stati brogli e tutto è filato liscio.
In ogni caso, i giornalisti farebbero meglio a essere prudenti. La battaglia si prospetta ancora lunga ed è possibile che, da qui a dicembre, se ne vedranno delle belle. Potrebbe spuntare fuori qualche coniglio dal cilindro a stelle striscie di zio Sam.
Possibile. Non certo, possibile.