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Come vi avevo annunciato nel precedente podcast, vi leggo un articolo che miracolosamente ho ritrovato sul sito di Libero. È rimasto sul sito di Libero perché all'epoca era uscito anche sul cartaceo e quindi hanno avuto la buona grazia di non cancellarlo, per adesso. È del 27 dicembre 2022 e si intitolava: "80 anni dopo Benedetto Croce, perché non possiamo non ritornare cristiani".
Appena celebrata la nascita di Babbo Natale — ormai è questo il concetto — consentiteci una breve riflessione sul rapporto tra fede e mondo laico. Sono passati 80 anni dalla pubblicazione di un monumento cartaceo all'onestà intellettuale, il "Perché non possiamo non dirci cristiani" di Benedetto Croce, nel quale il laicissimo filosofo liberale riconosceva che il cristianesimo è stata la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuto. Lontano dal costituire una professione di fede o una difesa della Chiesa romana, Croce rendeva il suo merito a Gesù in termini puramente storico-culturali e filosofici.
Nel '57 Bertrand Russell gli rispose con "Perché non sono cristiano", dove torna la decisamente non originale critica alla sessuofobia dei credenti: uno stucchevole refrain. Perché se il matematico britannico avesse approfondito qualcosa sulle mostruose devastazioni sociali e sanitarie procurate per 450 anni dalla sola sifilide, si sarebbe piuttosto infuriato coi preti perché non erano stati abbastanza sessuofobici.
Più modesto il "Perché non possiamo essere cristiani (e men che mai cattolici)" di Piergiorgio Odifreddi, la cui dichiarata ispirazione dice tutto sul livello interpretativo: la critica al cristianesimo potrebbe ridursi a questo, essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che per loro sfortuna sono stati condannati a non esserlo.
Sarebbe invece il momento giusto per scrivere un altro saggio intitolato "Perché non possiamo non ritornare cristiani", con il medesimo approccio laico di Croce, sia chiaro; dato che la fede è una scelta individuale e per definizione non si può imporre (questo lo dovrebbero capire i tradizionalisti, che la fede non si può imporre). Non il solito libro identitarista da annoiati intellettuali guenoniani di destra, piuttosto un saggio furiosamente emergenziale dal sapore ancora recente di circolare sanitaria. L'urgentissimo ripristino nella società laica del sistema di valori di eredità cristiana e la loro difesa costituzionale rappresenta oggi non un'opzione, ma una strada obbligata, una necessità indispensabile per la nostra sopravvivenza dal punto di vista psichico, fisico, sociale, sanitario, etnico, economico, antropologico, giuridico e politico.
Basti solo pensare all'arroganza con cui nel mondo della scuola avanzano nuove proposte aberranti come la carriera alias, dove ragazzi in piena età dello sviluppo dovrebbero scegliere a quale sesso appartenere. Il paradosso è che abbiamo subito decenni di psicologismo d'accatto per condurci ad accettarci per quello che siamo, e poi si inducono gli adolescenti a rifiutare il proprio genere sessuale. Attenzione, stiamo andando a sbattere, ci faremo molto male.
Non possiamo qui enumerare le forme con cui i sette vizi sono stati eletti dalla società dei consumi a modelli virtuosi, con conseguenti patologie, addiction e psicosi di massa: l'esibizionismo narcisistico, la sessualità anarchica e pervertita, la depressione endemica, la violenza immotivata, l'idolatria del cibo, l'invidia sociale e la brama di possesso, l'assolutizzazione del denaro con tutto quello che da queste storture capitali consegue. La manipolazione chirurgica del corpo, la corruzione dei giovani, l'attacco all'infanzia e alla famiglia naturale, la privazione di libertà e diritti fondamentali, lo stupro del linguaggio, la promozione dell'ignoranza, del lassismo e di una degradante inversione in ogni ambito; il controllo dei corpi con pensiero unico, cancel culture, dirittismo compulsivo, distruzione del pensiero logico e le raccapriccianti faustiane istanze del transumanesimo.
Si è passati da un semininfantile ribellismo adolescenziale anni '70 verso i valori cristiani, a un isterico rigetto da indemoniati con il loro conseguente smantellamento organizzato. Ma la realtà dimostra che ovunque si agiti lo spirito che nega — cioè quello demoniaco — c'è solo follia, morte, schiavitù, demenza e autodistruzione.
Qualcuno dirà che nella società multietnica di oggi rimettere al centro i valori cristiani è impensabile; ma si dimenticano le auree regole elementari dell'ospitalità: paese che vai, usanze che trovi. Questa è la nostra terra, la nostra eredità, la nostra cultura bimillenaria. Lo straniero che non le gradisce è libero di prendere un biglietto aereo o ferroviario e recarsi dove si trova più a suo agio o, meglio ancora, di tornare nella sua terra. Ecco, vedete: già all'epoca auspicavo la rimigrazione, che vi invito a firmare in tutti i banchetti e in tutte le piattaforme digitali esistenti. Regole ovvie, molto ben radicate nei loro paesi di origine (quelle dell'ospitalità, mi riferisco), che è molto importante ribadire in senso assoluto per trovare un equilibrio nel circo babelico emozionale egoico di accoglienza compulsiva che ormai è recepito — complice la falsa chiesa liberal-progressista antipapale — come dogma assoluto. Questo l'avevo scritto pure sul giornale, sul cartaceo.
Senza il Cristo della tradizione, anche laicamente inteso, ci aspetta l'Uno-Dio massonico mondialista annunciato candidamente dal Gran Maestro Giuliano Di Bernardo: "Arriveremo a un punto in cui ci sarà una sola società su tutto il pianeta Terra, e allora chi la governerà non potrà essere la democrazia con tutte le sue debolezze e contraddizioni". Chiaro, no? La nullificazione materialista degli individui soppianterà definitivamente l'algoritmo supremo "ama il prossimo tuo come te stesso", cioè la realizzazione del singolo in armonia con i vicini, i prossimi appunto, non genericamente gli altri.
Non importa che si creda in Dio per recuperare un sistema sopravvivenziale dal punto di vista fisico. I frutti velenosi e marci della società agnostica e secolarizzata bastano da soli a dimostrare che ripristinare nella vita civile i valori cristiani tradizionali — non la presente caricatura inversiva antipapale bergogliana — vuol dire riappropriarsi dell'unico sistema che consente di salvarsi in tutti i sensi, almeno a livello materiale. Alternative valide non sono state prodotte ed ora non c'è più tempo per altri esperimenti: o torniamo culturalmente e laicamente cristiani, o sarà la fine.
Ecco, scrissi questo articolo su Libero, giornale laico, rifacendomi proprio a una scelta non di tipo confessionale-fideistica, ma una scelta sopravvivenziale. Cioè: bisogna per forza tornare cristiani per salvare la ghirba, tutto qui. Per salvare la pelle, per salvare la salute mentale, per salvare i nostri figli, i nostri nipoti e così via; per salvare il nostro paese. E bisogna recuperare questi valori cristiani a grandi passi, a passo di marcia, rigettando naturalmente la caricatura bergogliana-prevostiana dei valori cristiani. Bisogna rifarsi ai valori che sono scritti nel Catechismo, alle regole del Catechismo.
Bene, grazie per avermi ascoltato fin qui. Troverete il link di questo articolo in descrizione. Se potete e se volete, diffondetelo. Vi invito a firmare tutte le petizioni che trovate in descrizione. Un caro saluto a tutti voi.
articolo citato:
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Firma la petizione ️ DUBBI SULL’INTERPRETAZIONE DELLA DICHIARAZIONE FIDUCIA SUPPLICANS https://www.change.org/p/dubbi-su…-
Firma la petizione ️ INTERVENTO DEI SIGG.RI CARDINALI PER DIFENDERE I DIRITTI DELLA SEDE APOSTOLICA (ART. 3 UDG https://www.petizioni.com/petizio…
Firma la petizione ️ RICHIESTA DI CHIARIMENTI: PERCHE' MONS. GIANPIERO PALMIERI ESIBISCE OPERE DI RUPNIK? https://www.petizioni.com/richies…
Firma la petizione ️ DUBBI SULL’INTERPRETAZIONE DELLA DICHIARAZIONE FIDUCIA SUPPLICANS https://www.change.org/p/dubbi-su…-
Firma la petizione ️ Dubbi sull’interpretazione della Dichiarazione Fiducia Supplicans
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Firma la petizione ️ Opporsi al museo George Patton a Gela
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Firma la petizione ️ FAMIGLIA NEL BOSCO. RIPORTATE SUBITO I BAMBINI TREVALLION TRA LE BRACCIA DEI LORO GENITORI!
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Firma la petizione ️ REMIGRAZIONE E RICONQUISTA: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GOVERNO DEI FLUSSI MIGRATORI, ISTITUZIONE DEL PROGRAMMA NAZIONALE DI REMIGRAZIONE E DI UN FONDO PER LA NATALITÀ ITALIANA
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L'ESPOSTO DA COMPILARE PER VILIPENDIO ALL'INNO NAZIONALE. GRAZIE AVV. MINUTILLO E M° CHIARAMIDA!
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DOVE TROVARE I FILE DA COMPILARE (DRIVE)
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Firma la petizione ️ PER L'INTRODUZIONE DELLA CAUSA DI CANONIZZAZIONE DI PAPA BENEDETTO XVI
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